a cura del Dott. Silvio Passalacqua - Progetto sperimentale aperto a tutti..

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lunedì 4 maggio 2020

Carceri, scontro Di Matteo-Bonafede su guida Dap

È scontro tra il magistrato Nino Di Matteo e il Guardasigilli Alfonso Bonafede dopo un botta e risposta, avvenuto durante la trasmissione “Non é l’Arena" su La7. Di Matteo ha affermato che nel 2018 Bonafede gli aveva offerto di dirigere il Dap (il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), ma l’offerta sarebbe poi venuta meno, secondo la versione di Di Matteo, dopo la reazione di alcuni boss detenuti al 41 bis, intercettati, preoccupati per questa sua eventuale nomina. Bonafede, che propose invece al magistrato la direzione degli Affari penali del ministero, ha telefonato in diretta durante la trasmissione, dicendosi "esterrefatto", perché la circostanza che lui avrebbe cambiato decisione dopo aver saputo dell'intercettazione ("che peraltro era già stata pubblicata") "non sta né in cielo né in terra". Bonafede ha aggiunto che l'incarico di capo degli Affari Penali che Di Matteo ha poi rifiutato, "non era un ruolo minore , ma più di frontiera nella lotta alla mafia. Lo stesso incarico che ricoprì Giovanni Falcone”. La vicenda però ha scatenato numerose reazioni politiche, con la Lega e Fratelli d’Italia che hanno chiesto al ministro di dimettersi.

La vicenda nel racconto di Di Matteo

Di Matteo ha raccontato:; “Venni raggiunto da una telefonata del ministro che mi chiese se ero disponibile ad accettare l'incarico di capo del Dap o in alternativa quello di direttore generale degli Affari penali, il posto che fu di Falcone. Io chiesi 48 ore di tempo per dare una risposta. Nel frattempo alcune informazioni che il Gom della polizia penitenziaria aveva trasmesso alla procura antimafia e anche al Dap avevano descritto la reazione di importantissimi capi mafia: se nominano Di Matteo per noi è la fine". Di Matteo racconta quindi che "andai a trovare il ministro dicendo che avevo deciso di accettare l'incarico al Dap, ma improvvisamente il ministro mi disse che ci aveva ripensato e nel frattempo avevano deciso di nominare il dottor Basentini". "Ci aveva ripensato o forse qualcuno lo aveva indotto a ripensarci", ha aggiunto Di Matteo.

La replica di Bonafede

"Rimango veramente esterrefatto - ha replicato Bonafede intervenendo telefonicamente - nell'apprendere che viene data un'informazione grave nella misura in cui si lascia trapelare un fatto assolutamente sbagliato e cioè che sarei arretrato dalla mia scelta di proporre al dottor Di Matteo un ruolo importante all'interno del ministero perché avrei saputo di intercettazioni. Dire che agli italiani che lo Stato sta arretrano rispetto alla lotta mafia è un fatto grave". "Non sto chiamando - ha proseguito il ministro - né per difendermi né per dare chiarimenti, io metto davanti i fatti perché nei miei quasi due anni da ministro ho portato avanti solo leggi scomode, che mi fanno vivere sotto scorta, ho firmato 686 atti per il 41 bis. La questione è molto semplice: io ho chiamato il dottor Di Matteo per la stima che ho nei suoi confronti, parlandogli della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli, o capo del Dap o direttore degli Affari penali, dicendogli che era mia intenzione farlo scegliere praticamente a lui, anche se ne avremmo parlato insieme. Nella stessa telefonata Di Matteo mi chiarisce che c'erano state nelle carceri delle intercettazioni" nelle quali i detenuti avrebbero espresso la loro contrarietà alla sua nomina al Dap”. "Sapevo chi è Di Matteo, sapevo chi stavo per scegliere, e tra l'altro l'altro quella intercettazione era già stata pubblicata e sono intercettazioni di cui il ministro dispone perché le fa la polizia penitenziaria. Il fatto che il giorno dopo avrei ritrattato quella proposta in virtù di non so quale paura sopravvenuta non sta né in cielo né in terra. E' una percezione del dottor Di Matteo. Quando lui è venuto al ministero gli ho detto che tra i due ruoli per me sarebbe stato molto più importante quello di direttore degli Affari penali perché era molto più di frontiera nella lotta alla mafia. Quindi non gli ho proposto un ruolo minore nella lotta alla mafia. E a me sinceramente era sembrato che alla fine dell'incontro fossimo d'accordo".

La risposta di Di Matteo

"Io oggi non ho fatto interpretazioni - ha replicato ancora Di Matteo - ma ho raccontato dei fatti precisi e li confermo. Preciso che non si trattava di una sola intercettazione, ma in più sezioni di 41 bis c'erano state dichiarazioni fatte ostentatamente dai detenuti che, gridando da un piano all'altro, dissero che 'se e arriva Di Matteo questo butta la chiave'. Mi pare che il ministro abbia confermato i fatti, io non do interpretazioni".

Bonafede: infamante che io condizionato da boss

"L'idea trapelata nel vergognoso dibattito di oggi, secondo cui mi sarei lasciato condizionare dalle parole pronunciate in carcere da qualche boss mafioso è un'ipotesi tanto infamante quanto infondata e assurda", ha replicato oggi su Facebook il ministro della Giustizia Bonafede. "Ho sempre agito a viso aperto nella lotta alle mafie".

Le reazioni politiche

La vicenda ha scatenato molte reazioni politiche. “Ai disastri si aggiungono ombre sul comportamento del Guardasigilli. Fossi Alfonso Bonafede, domani mattina rassegnerei le mie dimissioni di ministro della Giustizia”, ha commentato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha chiesto che Bonafede “venga a riferire in Parlamento. Le accuse del pm non possono cadere nel vuoto”. I parlamentari della Lega in commissione Antimafia hanno commentato: “Bonafede non può più essere Guardasigilli”. Il Pd invece ha fatto sapere: “Siamo certi che Bonafede riferirà in Aula e in commissione Antimafia. Sulla lotta alle mafie non può esserci confusione”. Infine Matteo Renzi. leader di Italia Viva ha detto che "siamo in presenza di una clamorosa vicenda giudiziaria che rischia di essere il più grave scandalo giudiziario degli ultimi anni". L’ex premier ha chiesto ai protagonisti della vicenda di fare "chiarezza". "Prima di parlare di mozioni di sfiducia, che fa la destra, vogliamo vedere. Prima ancora di arrivare lì voglio vedere se è un regolamento di conti, voglio sapere la verità".



da Sky News TG24 - TG24 politica

sabato 2 maggio 2020

Coronavirus, Dadone a Sky Tg24: “A regime smart working al 30%”. VIDEO

“La Pubblica Amministrazione non deve essere un freno per questo Paese ma un motore e uno slancio”. A parlare, ai nostri microfoni, è la ministra Fabiana Dadone (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA DIFFUSIONE IN ITALIA IN GRAFICI E MAPPE).

Implementare lavoro da casa

“Voglio che la Pubblica Amministrazione faccia bagaglio dell’esperienza che ha acquisito in queste settimane”, ha sottolineato la ministra. “Non è stato facile chiedere di lavorare in maniera completamente diversa, ma ora dobbiamo passare alla fase dello smart working a regime al 30% e vorrei che in questo la Pubblica Amministrazione cogliesse l’occasione e non nicchiasse nella comfort zone tornando alle vecchie abitudini, ma prenda questo slancio e afferri la possibilità di andare a un lavoro agile a regime al 30%, ma non soltanto nell’ottica della condizione migliore per il lavoratore di poter gestire i propri orari nell’ottica del risultato, ma proprio di fornire un servizio migliore ai cittadini” (Smart working, italiani hanno risparmiato 100mila euro, -60 tonnellate co2 - Italiani in smart working, 33% disponibile anche nel post emergenza).

In concorsi pubblici basta prove scritte a penna

Sui concorsi pubblici “dobbiamo velocizzare le procedure ma senza perdere la qualità. Velocizzare non significa banalizzare le prove, anzi significa innanzitutto che tutto deve essere su supporti informatici”. E ancora: “Servono prove preselettive che sappiano anche individuare le competenze trasversali. Oggi nel mondo del privato sono sempre ricercate la capacità di lavorare in gruppo, la team leadership, la capacità di gestione dello stress o il problem solving, questo tipo di competenze devono essere richieste anche in ambito pubblico”.

Non strumentalizzare Fase 2

E sulla polemica in atto tra governo e Regioni sulla Fase 2 la ministra della Pubblica Amministrazione dice: "Non mi piace l’idea di arrivare allo scontro con le Regioni ma non mi piace nemmeno che questa fase venga strumentalizzata da parte di alcuni governatori che fanno fughe in avanti pericolose per la salute dai cittadini. In questa fase serve togliersi la casacca politica ed evitare di fare uno scontro con il Governo solo perché è un Governo di un certo colore politico. Serve mettersi nei panni dei cittadini che guardano da casa e non riescono a capire perché una Regione apre tutti i bar, un’altra apre tutti i ristoranti mentre altre chiedono ancora la chiusura".



da Sky News TG24 - TG24 politica

martedì 31 marzo 2020

Fondo sanitario nazionale, +3,5 miliardi di euro di finanziamenti

Nel 2020 il Servizio sanitario nazionale sarà finanziato per 117,4 miliardi di euro, 3 miliardi e mezzo in più rispetto ai 114,47 miliardi dell’anno scorso. È quanto ha ratificato la conferenza Stato-Regioni, riunitasi oggi in videoconferenza dalla sede della Protezione Civile a causa dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE GRAFICHE) per prendere atto dell’accordo raggiunto tra governo, Regioni e Province autonome, su proposta del ministro della Salute.

Intesa sulla ripartizione tra Regioni

Nel corso della stessa seduta la conferenza Stato-Regioni ha sancito anche l’intesa sulla proposta del ministero della Salute riguardo il riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il Ssn del 2020. Approvato anche l’accordo sulla ripartizione alle Regioni delle quote vincolate alla realizzazione degli obiettivi del Piano sanitario nazionale e di ripartizione delle quote premiali per l’anno in corso.

Come saranno destinati i fondi

I 117,4 miliardi del Fondo sanitario nazionale 2020 sono così ripartiti: 113 miliardi al fondo indistinto; 1,8 miliardi a quello vincolato e programmato per Regione e Pubblica amministrazione; 629 milioni al fondo vincolato per altri enti; 295 milioni di accantonamento e 1,4 milioni vincolati per regioni legate a interventi adottati per l’emergenza sanitaria e già ripartiti.



da Sky News TG24 - TG24 politica

lunedì 30 marzo 2020

Coronavirus, Dadone: se l'Europa non si dimostra comunità avrà fallito

"Se in questo momento l'Europa non è in grado di dimostrare la grande comunità di popoli, l'unione che dovrebbe essere, avrà fallito il suo obiettivo". Lo ha dichiarato ai microfoni di Sky TG24 la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, parlando dell’emergenza coronavirus (IL LIVEBLOG - LO SPECIALE - LA DIFFUSIONE IN ITALIA IN GRAFICI E MAPPE)."Se a fronte di una pandemia non si riescono a trovare strumenti per aiutare tutti, è evidente che qualcosa di questo progetto non ha funzionato", ha aggiunto. Durante l’intervista, la ministra ha anche difeso lo stanziamento per i Comuni, che definisce "una pronta risposta immediata rispetto al rischio di crescita di tensione sociale", e ha parlato delle ricadute che questo periodo di smart working potrà avere sulla Pubblica Amministrazione.

Dare la possibilità ai singoli stati di investire risorse

In merito alle possibili soluzioni che dovrebbe adottare l’Unione europea per sostenere i Paesi membri in questo momento difficile, Dadone ha dichiarato: "Non so dire quale sia lo strumento migliore in assoluto, quello che è sicuro è che bisogna lasciare gli Stati liberi di riuscire ad investire risorse, di fare debito per riuscire a iniettare dei soldi nell’economia, perché una pandemia non era prevedibile da parte di nessuno, soprattutto con questo livello di impatto. La situazione è nuova e da gestire in maniera differente". In questo modo, la ministra ribadisce l’intenzione del governo di spingere per strumenti inediti e di non servirsi del fondo salva Stati, considerato per l’appunto una soluzione non adatta alla situazione.

"Evitiamo le polemiche" 

Durante l’intervento, la ministra ha spiegato che, per quanto riguarda lo stanziamento per i Comuni, "è chiaro che servano ulteriori interventi, ma se si evitano polemiche, se si riesce a lavorare tutti assieme a tutti i livelli si riuscirà indubbiamente a fare un lavoro migliore. Non è gradevole per chi è a casa in isolamento vedere queste costanti repliche e controrepliche sulle misure". Dadone ha anche aggiunto che "le risorse sono state stanziate nel minor tempo possibile", e che copriranno questa prima istanza, "poi ci troveremo a lavorare sulle ulteriori misure che sono evidentemente necessarie per riuscire ad uscire da questa fase di crisi profonda".

Lo smart working è un nuovo approccio per la PA

La necessità di queste settimane di lavorare da casa, per la ministra, si sta rivelando "un passo importante, una modalità di organizzazione del lavoro completamente diversa, è una vera sfida e va preso questo percorso anche finita questa pandemia". Al momento, ha rivelato Dadone, "le amministrazioni centrali hanno un livello molto positivo, intorno all’80% di persone collocate in smart working, mentre i dati di tutte le Regioni si attestano al 69%". La ministra ha anche annunciato l’intenzione di portare a sistema il 30-40% di lavoratori "con questa modalità che a livello di produzione cambia proprio l’approccio lavorativo".



da Sky News TG24 - TG24 politica

mercoledì 25 marzo 2020

Coronavirus, Bonafede: “Domiciliari possibili per 6000 detenuti”

Seimila detenuti potrebbero lasciare le carceri italiane e passare ai domiciliari come conseguenza del decreto legge “Cura Italia”, per ridurre l’affollamento e il rischio di contagi da coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE), con il governo che ha a disposizione attualmente 2.600 braccialetti elettronici da destinare ad alcune di queste persone. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso del question time alla Camera, commentando i provvedimenti del governo sul coronavirus relativi agli istituti penitenziari, dove nelle scorse settimane sono scoppiate violente proteste (FOTO) proprio per le restrizioni, per esempio sulle visite, introdotte per frenare l’epidemia. Bonafede ha anche fatto sapere che "allo stato attuale risultano 15 contagiati” tra i detenuti. (LE TAPPE DELL'EPIDEMIA - LE FOTO SIMBOLO - LA SITUAZIONE IN ITALIA: GRAFICI E MAPPE)

In 50 già passati alla detenzione domiciliare

Sulla stima delle 6mila persone ora detenute e che potrebbero passare alla detenzione domiciliare, Bonafede ha spiegato che questo “dipenderà da diversi requisiti e variabili”, come il domicilio idoneo, “che dovranno essere accertati dalla magistratura”. A oggi “circa 50 persone” hanno beneficiato della misura, che interessa i detenuti per reati non gravi con residuo di pena di 18 mesi.

Braccialetti da installare progressivamente

Per alcuni di coloro che passano alla detenzione domiciliare sono necessari i braccialetti elettronici. Su questo Bonafede ha spiegato che “dalle interlocuzioni con il ministero dell’Interno” ne risultano disponibili 2.600 fino al 15 maggio, “da installare in via progressiva settimanalmente”. Questi braccialetti, ha chiarito il ministro, “non hanno costi ulteriori, in quanto compresi nel contratto triennale, siglato nel 2018, per un valore complessivo di 23 milioni di euro”.

Telefonini e videocolloqui per i detenuti

Tra le cause che avevano provocato le proteste dei detenuti di decine di strutture di tutta Italia c’era stato lo stop alle visite e ai colloqui con i familiari. Sul punto, alla Camera Bonafede ha detto che, in seguito a donazioni, sono stati acquisiti 1.600 cellulari e altri 1.600 sono in arrivo. “Inoltre - ha aggiunto - abbiamo previsto la possibilità di effettuare videocolloqui senza alcuna spesa per tutti i detenuti, l’incremento della corrispondenza telefonica, che sarà effettuata gratuitamente, l’utilizzo senza costi del servizio di lavanderia, la possibilità di ricevere vaglia postali online e l’aumento dei limiti di spesa per ciascun detenuto”.

200mila mascherine consegnate

Il Guardasigilli ha informato poi sulle quasi 200mila mascherine (199.127) e 768.889 guanti di gomma monouso consegnati, alla data del 19 marzo, dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ai Provveditorati regionali. Lunedì scorso sono state chieste alla Protezione Civile altre 150mila mascherine di tipo chirurgico da distribuire agli istituti penitenziari. “Il Dipartimento sta già impiegando il massimo sforzo - ha assicurato Bonafede - al fine di agevolare la produzione delle mascherine negli istituti penitenziari, grazie al lavoro dei detenuti”. Allo stato attuale la capacità produttiva è di 8mila mascherine chirurgiche al giorno.



da Sky News TG24 - TG24 politica

lunedì 16 marzo 2020

Coronavirus, decreto Cura Italia: misure per lavoro, famiglie e sanità

Bonus per chi ha lavorato anche in questi giorni e ammortizzatori sociali per quelle imprese e per quei lavoratori che, adeguandosi ai provvedimenti del governo per provare a fermare la diffusione del Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI) hanno dovuto chiudere le proprie attività. Sostegni per le famiglie con figli che hanno dovuto far fronte anche alla chiusura delle scuole, stop ai mutui e licenziamenti sospesi per almeno due mesi. Sono alcune delle misure economiche, per un totale di 25 miliardi, contenute nel decreto "Cura Italia" varato dall'esecutivo per rispondere alle conseguenze negative sull'economia provocate dall'emergenza Covid-19 (LO SPECIALE - MAPPE E GRAFICI - IL PAPA A PIEDI A ROMA PREGA PER LA FINE DELLA PANDEMIA).

Le misure per il lavoro

Sono 10 i miliardi stanziati per il sostegno all'occupazione e per la difesa del lavoro e del reddito. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, sono previsti 3,3 miliardi di euro per la cassa integrazione in deroga. Ne potranno usufruire anche i datori di lavoro con un dipendente. Il fondo di integrazione salariale verrà incrementato di 1,3 miliardi. Per gli autonomi e i liberi professionisti in questo primo dl, il dl marzo, vengono messi a disposizione 3 miliardi di euro a tutela del periodo di inattività. Mentre per chi è andato e continuerà ad andare al al lavoro è previsto un premio di 100 euro per il mese di marzo (CONTE: "UNA MANOVRA ECONOMICA PODEROSA").

Congedi parentali, bonus baby sitter e 104

Un congedo parentale speciale fino a 15 giorni è previsto per le famiglie che in questi giorni non possono mandare i figli a scuola. In alternativa è previsto un bonus baby sitter di 600 euro. I permessi per la legge 104 passeranno a 12 giorni.

Licenziamenti sospesi

Non sarà possibile fare licenziamenti collettivi né procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo per due mesi a partire dall'entrata in vigore del decreto "Cura Italia" e sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020.

Stop ai mutui

Il governo potenzia il fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi in difficoltà o di chi ha perso il lavoro in questi giorni. Il fondo Gasparrini finanzia la sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa fino a 18 mesi.

Fisco, rinvio scadenze per i più danneggiati

Chi ha fatturato sopra i 2 milioni di euro e non rientra nelle categorie più colpite dall'emergenza Coronavirus dovrà versare entro il prossimo venerdì tasse e contributi che in origine scadevano oggi 16 marzo. Rinviati al 31 maggio, Iva, contributi e ritenute, per chi ha livelli di fatturato sotto i 2 milioni di euro e anche al di sopra di questo limite per tutte le filiere che sono state più direttamente colpite dall'emergenza, incluso anche il trasporto merci.

Aiuti per lavoratori turismo e cultura

Previste inoltre indennità straordinarie per i lavoratori del turismo e della cultura, tutele e ammortizzatori sociali anche ai lavoratori stagionali del settore, sostegno alle imprese. Per tutti gli eventi rinviati sono previsti voucher per biglietti cinema, teatri, musei e concerti e anche per alberghi. Nel decreto inoltre un fondo emergenze spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo.

I fondi per la sanità

Nel decreto c'è un finanziamento aggiuntivo per il sistema sanitario nazionale e la protezione civile, con fondi per quasi tre miliardi e mezzo. Previste risorse e strumenti per sostenere il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario.

Stop ai concorsi pubblici

Numerose le misure che riguardano la pubblica amministrazione. Prevista la sospensione per due mesi di tutte le prove dei concorsi pubblici, con l'eccezione di quelli in cui la valutazione dei candidati sia effettuata solo su basi curriculari o in modalità telematica. 

Smart working forma ordinaria di lavoro nella P.a.

Fino alla fine dell'emergenza Coronavirus lo smart working, cui si può far ricorso in modo semplificato e persino con strumenti del dipendente, è la forma ordinaria di lavoro nella Pa. Qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri istituti analoghi. Esaurite eventualmente tali opzioni, i datori pubblici possono esentare il lavoratore dal servizio che però risulta prestato con tutte le prerogative di retribuzione e contribuzione, esclusa, se prevista, l'indennità sostitutiva di mensa.

Scuole aperte solo per attività indifferibili

A proposito di lavoro agile, sono previste, nel pacchetto del decreto, ulteriori misure che consentiranno ai dirigenti scolastici di organizzare le attività da remoto e lasciare le scuole aperte solo per le attività "indifferibili". Fino alla ripresa delle lezioni sarà possibile limitare al massimo le aperture degli edifici. La presenza del personale Ata (Ausiliario, tecnico, amministrativo), sarà prevista solo nei casi di stretta necessità. Le lezioni al momento rimangono sospese fino al 3 aprile.

Fondi per didattica a distanza e pulizia scuole

Il nuovo decreto legge prevede, quindi, 85 milioni per il sostegno alla didattica a distanza. Stanziati 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici al momento del rientro, risorse che le scuole potranno utilizzare per acquistare materiali per le pulizie, ma anche saponi e gel igienizzanti. Garantita la salvaguardia delle supplenze brevi: nessuno perderà il posto.

Sostegno alle toghe onorarie

Il decreto contiene anche misure di sostegno alla magistratura onorara. Nella parte dedicata alla giustizia viene prorogato al 15 aprile il rinvio delle udienze e sono previste notificazioni solo in via telematica. In particolare alle toghe onorarie - come spiega un comunicato del Ministero della Giustizia - vengono estese misure simili a quelle introdotte per i lavoratori autonomi, attraverso un contributo economico pari a 600 euro mensili per un massimo di tre mesi, calcolato sulla base dell'effettivo periodo di sospensione dell'attività.



da Sky News TG24 - TG24 politica

giovedì 27 febbraio 2020

Il decreto intercettazioni è legge, la Camera approva con 246 sì

Con 246 sì e 169 voti contrari la Camera dà il va libera al decreto sulle intercettazioni, che così diventa legge a 48 ore dalla scadenza dei termini per la conversione. Su questo provvedimento martedì scorso, 25 febbraio, il governo aveva chiesto e incassato la fiducia (304 voti a favore, 226 contrari e un astenuto). Tra le modifiche introdotte al testo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, c'è il rinvio di altri due mesi dell'entrata in vigore della riforma. Sarà operativa quindi dal primo maggio. L'obiettivo è dare tempo alle procure per attrezzarsi con i nuovi strumenti previsti, come l'archivio digitale delle intercettazioni. Il decreto ha modificato la riforma Orlando del 2017, anche escludendo che il giornalista che pubblica le intercettazioni, possa essere incriminato.

Le critiche

In occasione del voto di fiducia l’opposizione era stata molto critica l'opposizione sul provvedimento e si era detta pronta all'ostruzionismo. Poi, la “tregua” raggiunta in cambio dell'approvazione rapida del decreto sul coronavirus, grazie al compromesso sui tempi suggerito dal presidente della Camera Roberto Fico. La più ostile Forza Italia che parla di un provvedimento liberticida. Nel mirino, soprattutto le norme sull'uso del trojan, il captatore informatico che viene inserito nei cellulari e negli altri dispositivi mobili.

Il pm selezionerà le intercettazioni

Tra le principali novità della legge c’è il fatto che sarà il magistrato, e non più la polizia giudiziaria, a valutare quali colloqui sono rilevanti per le indagini o meno. Toccherà sempre al pm anche vigilare che nei verbali non siano riportate espressioni che ledono la reputazione di singole persone o dati personali ("salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini"). Com'era prima della riforma del 2017, verbali e registrazioni saranno trasmessi immediatamente al pm, che li depositerà entro 5 giorni. I difensori potranno esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

L’uso del trojan

Secondo quanto prevede il testo approvato sarà possibile usare il trojan, il "virus spia", non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio e puniti con la reclusione oltre 5 anni. E le intercettazioni potranno avvenire anche nei luoghi di dimora privata (come previsto già dalla legge Spazzacorrotti per i pubblici ufficiali), "previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l'utilizzo".

Uso in altri procedimenti

Le norme approvate prevedono che i risultati delle intercettazioni possono essere usati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti, solo se sono "indispensabili" e "rilevanti" per l'accertamento dei reati per i quali è previsto l'arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall'articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito dell'indispensabilità è necessario anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione più ampia della sentenza delle sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l'uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico, solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.



da Sky News TG24 - TG24 politica

mercoledì 26 febbraio 2020

Milleproroghe, Senato vota fiducia: 154 sì, è legge

Il Milleproroghe è legge. Il provvedimento è stato approvato in via definitiva dal Senato che ha confermato la fiducia al governo con 154 voti favorevoli, 96 voti contrari e nessun astenuto (COME FUNZIONA IL DECRETO MILLEPROROGHE). Nel pomeriggio di mercoledì l’esecutivo aveva deciso di porre la fiducia, come comunicato all’aula di Palazzo Madama dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Assente alla votazione il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Le principali novità del Milleproroghe 2020

I 44 articoli spaziano dall'iter di revoca delle concessioni autostradali al prolungamento dell'età lavorativa dei medici, passando dalle regole per "guidare" i monopattini e dall'introduzione dell'Rc familiare. Sulle autostrade, in particolare, pur non parlando nello specifico della società dei Benetton, l'articolo 35 stabilisce che, nel caso in cui si decida di dire addio ai gestori, le tratte passino all'Anas. Inoltre il decreto prevede lo slittamento da gennaio fino (al massimo) al 31 luglio dell'aumento dei pedaggi. Il Milleproroghe si occupa poi del crollo del Ponte Morandi, confermando per altri tre anni lo stato di emergenza per Genova.

Bonus verde e regole per l'uso dei monopattini

Tra le altre novità, quella sul Bonus verde che estende a tutto il 2020 la detrazione al 36% per le spese di riqualificazione di giardini e terrazzi. Arrivano anche le regole sull'uso dei monopattini elettrici: potranno essere guidati dall'età di 14 anni e solo sulle strade urbane con limite di velocità a 50 chilometri orari. I minorenni dovranno indossare il casco. Dal tramonto, obbligatorio abbigliamento retroriflettente. Prevista anche una ministretta sull'ecobonus: l'incentivo scatta per l'acquisto di auto ancora meno inquinanti di quanto previsto adesso.

Misure per aziende in crisi e precari 

Inoltre, è stata prorogata la Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva, con uno stanziamento di 19 milioni nel 2020. Per i dipendenti dei call center in crisi è prevista un'integrazione delle indennità, per una spesa di 20 milioni nel 2020. Prevista anche la Cigs per un anno per le imprese che si trovano nelle aree di crisi industriale in Campania e Veneto, e mobilità in deroga per le aree Venezia-Porto Marghera e altre della Campania. Riaperti, inoltre, i termini per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, che avranno tempo fino a dicembre 2020 per maturare tre anni di servizio anche non continuativi (negli ultimi otto) per l'assunzione a tempo indeterminato. I medici specialisti potranno restare al lavoro dopo il quarantesimo anno di servizio, ma non oltre l'età di 70 anni.

Rc familiare e bollo auto

Sulle assicurazioni dei mezzi, invece, è possibile "approfittare" della classe di merito del familiare più virtuoso, però c'è il rischio di perdere 5 classi di merito (invece di 2) se, dopo aver beneficiato del bonus, si causa un incidente con danni superiori a 5 mila euro. Torna poi nelle casse delle Regioni l'intero gettito del bollo auto. Dal 2008, invece, in parte andavano allo Stato.

Trivelle ed energia

In tema trivelle, passa da 18 a 24 mesi (quindi fino a febbraio 2021) la sospensione dei permessi per la ricerca di idrocarburi. E per quanto riguarda il settore dell'energia, il mercato tutelato per le imprese terminerà nel 2020, mentre per le microimprese e gli utenti domestici resta fino a gennaio 2022.



da Sky News TG24 - TG24 politica

Dl intercettazioni, dopo fiducia alla Camera si attende ok definitivo

Il governo ha ottenuto la fiducia sul decreto legge sulle intercettazioni alla Camera. Montecitorio darà il via libera definitivo al testo giovedì, a soli due giorni dalla scadenza, dopo l'ok al decreto sull'emergenza coronavirus. La fiducia è passata con 304 voti a favore, 226 contrari ed un astenuto. Dure le critiche sul testo da parte dell'opposizione, che ha deposto le armi dell'annunciato ostruzionismo solo per consentire una sollecita approvazione a Montecitorio del decreto sul coronavirus, grazie ad un compromesso sui tempi proposto dal presidente della Camera Roberto Fico.

Le critiche maggiori arrivano da Forza Italia che parla di un provvedimento liberticida. A far discutere sono soprattutto le norme sull'uso del trojan, il captatore informatico che viene inserito nei cellulari e negli altri dispostivi mobili. Tra le modifiche introdotte al testo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, il rinvio di altri due mesi dell'entrata in vigore della riforma, che diventerà efficace dal primo maggio. L'obiettivo è dare il tempo alle procure di dotarsi dei nuovi strumenti previsti, come l' archivio digitale delle intercettazioni. Il decreto ha modificato la riforma Orlando del 2017, anche escludendo che il giornalista che pubblica le intercettazioni possa essere incriminato. Ecco le principali novità.

Pm selezionerà le intercettazioni

Non sarà più la polizia giudiziaria come prevedeva la riforma Orlando a valutare quali colloqui sono rilevanti per le indagini o meno, ma la scelta sarà fatta dal pm. Al pm toccherà anche vigilare perché nei verbali non siano riportate espressioni che ledono la reputazione di singole persone o dati personali ("salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini"). Come era prima della riforma del 2017, verbali e registrazioni saranno immediatamente trasmessi al pm, che li depositerà entro 5 giorni. I difensori potranno esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

Uso del trojan

Sarà possibile utilizzare il trojan, il "virus spia", non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio e puniti con la reclusione sopra i 5 anni. E l'intercettazione potrà avvenire anche nei luoghi di privata dimora (come già previsto con la Spazzacorrotti per i pubblici ufficiali), "previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l'utilizzo".

Utilizzazioni in altri procedimenti

I risultati delle intercettazioni possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti solo se sono "indispensabili" e "rilevanti" per l'accertamento dei reati per i quali è previsto l'arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall'articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito della 'indispensabilità" è chiesto anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione piùampia delle sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l'uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.



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venerdì 14 febbraio 2020

Processi rapidi e lodo Conte bis sulla prescrizione, ecco il ddl

Processi più rapidi, definiti in 4-5 anni, tempi più stretti per le indagini preliminari, rischio di sanzioni per le toghe nel caso di violazioni per "negligenza inescusabile". Questi i punti centrali del disegno di legge delega sulla riforma del processo penale - con la quale il Guardasigilli Alfonso Bonafede intende realizzare l'obiettivo di eliminare i tempi morti nel processo e dare una risposta più veloce alla domanda di giustizia dei cittadini.

Tensioni nella maggioranza

Il ddl sulla riforma del processo penale è stato approvato in Cdm dopo un duro botta e risposta all'interno delle forze di governo. Da un lato c’era l’istanza dei Dem tesa ad accorciare i tempi dei procedimenti, per garantire una risposta più rapida alla domanda di giustizia dei cittadini. Sull’altro versante una delle battaglie simbolo del M5s per il blocco della prescrizione. La sintesi che ne è venuta fuori è il ddl che comprende anche il lodo Conte-bis, proposto da Leu, che modifica in parte la riforma Bonafede (PERCHÉ LA MAGGIORANZA LITIGA SULLA PRESCRIZIONE - LA RIFORMA BONAFEDE - LO SCONTRO CONTE-RENZI). Ecco quali sono le principali novità previste dal disegno di legge.

Prescrizione

Con il lodo Conte bis si prevedono modifiche alla riforma, introdotta con la Spazzacorrotti, della prescrizione entrata in vigore il primo gennaio scorso che blocca la decorrenza dei termini dalla sentenza di primo grado. Con il lodo, invece, si distingue tra condannati e assolti: per i primi resta lo stop, ma in caso di assoluzione in appello si potranno recuperare i termini di prescrizione rimasti nel frattempo bloccati.

Il lodo Conte-bis, che prende il nome da Federico Conte, deputato di Leu che lo ha proposto, ha messo d’accordo M5s, Pd e Leu. Italia Viva si è invece sfilata dall’intesa, con Matteo Renzi che ha definito “giustizialista” la legge e ha creato un asse con Forza Italia per bloccare l’accordo della maggioranza. 

Processi in 4-5 anni

Viene fissato in massimo 5 anni il tempo per i processi penali, eccezion fatta per i reati più gravi quali mafia, terrorismo e quelli di maggior rilievo contro la Pubblica amministrazione. Si prevedono un anno per il primo grado, due anni per il secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità, nei procedimenti per i reati di competenza del giudice monocratico; due anni per il primo grado, due anni per il secondo grado, un anno per il giudizio di legittimità nei processi davanti al tribunale collegiale.

Il ruolo del Csm

Tali termini possono essere determinati in misura diversa dal Consiglio superiore della magistratura in relazione a ciascun ufficio, con cadenza biennale, tenendo conto di "pendenze", “sopravvenienze", "natura dei procedimenti e loro complessità", “risorse disponibili". Il dirigente dell'ufficio è tenuto a vigilare sul rispetto di tali regole e a segnalare ai titolari dell'azione disciplinare la mancata adozione delle misure organizzative "quando imputabile a negligenza inescusabile".

Appello in 6 mesi

Nei casi di impugnazione delle sentenze di condanna, è previsto che le parti possano presentare istanza di immediata definizione del processo, decorsi i termini di durata dei giudizi in grado di appello e in Cassazione: il processo va definito entro sei mesi dal deposito dell'istanza di immediata definizione. I casi di violazione e di non adozione di idonee misure organizzative possono integrare un illecito disciplinare, se vi è stata "negligenza inescusabile”

Tempi indagini più brevi

La riforma del processo penale prevede anche una modifica dei termini di durata delle indagini preliminari, a seconda della gravità dei reati: 6 mesi dall'iscrizione sul registro degli indagati per quanto riguarda i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore nel massimo a 3 anni, un anno e 6 mesi se si tratta di reati considerati di maggiore gravità, un anno per tutti gli altri casi. Il pm può chiedere una proroga di massimo 6 mesi per una sola volta.

Obbligo di avviso del deposito degli atti

Nel ddl sono presenti anche alcuni obblighi per i magistrati. Il pm, dopo un tempo fissato dalla scadenza massima dei termini di indagine, deve notificare senza ritardo all'indagato o alla parte offesa che abbia dichiarato di volere esserne informata, avviso del deposito degli atti e della sua facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. La violazione da parte del pm di queste prescrizioni integra illecito disciplinare quando il fatto è dovuto a dolo o a negligenza. Anche l'omesso deposito della richiesta di archiviazione o il mancato esercizio dell’azione penale da parte del pubblico ministero entro il termine di 30 giorni dalla presentazione della richiesta del difensore della persona sottoposta alle indagini o della parte offesa, fatte salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, integra un illecito disciplinare quando il fatto è dovuto a dolo o a negligenza.

Le comunicazioni in via telematica

A proposito di comunicazioni, viene rafforzato il sistema di notifiche telematiche. Nei procedimenti penali di ogni ordine e grado, il deposito di atti e documenti può essere effettuato anche con modalità telematiche.

Le novità su riti alternativi e appello

La riforma fissa nuove regole riguardanti i riti alternativi - dal patteggiamento, al rito abbreviato, al giudizio immediato - e 'paletti' sulla possibilità di ricorrere in appello: inappellabili le sentenze di proscioglimento relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa, della sentenza di condanna a pena sostituita con il lavoro di pubblica utilità. Viene introdotto anche il procedimento monocratico in appello.

Il calendario del processo e le priorità

Quando non è possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, dopo la lettura dell'ordinanza con cui provvede all'ammissione delle prove, il giudice comunica alle parti il calendario delle udienze per l'istruzione dibattimentale e per lo svolgimento della discussione. Va inoltre assicurata la priorità assoluta anche ai processi relativi ai “delitti colposi di comune pericolo".

Ministero autorizzato a 1.500 nuove assunzioni

Per dare attuazione a un programma di misure straordinarie per la celere definizione e per il contenimento della durata dei procedimenti giudiziari pendenti e per assicurare l’avvio della digitalizzazione del processo penale, il ministero della Giustizia è autorizzato ad assumere, nel biennio 2020-2021, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata di 24 mesi, anche in sovrannumero rispetto all'attuale dotazione organica e alle assunzioni già programmate, mille unità di personale amministrativo non dirigenziale. In arrivo anche 500 giudici ausiliari nelle Corti d’appello.



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giovedì 13 febbraio 2020

Caso Gregoretti, Salvini: "Non penso ci sarà alcuna condanna"

“Non penso che quanto ho fatto, a maggior ragione da ministro, comporterà alcuna condanna”. A dirlo è Matteo Salvini, che durante la conferenza stampa presso la Stampa Estera è tornato sulla vicenda della nave Gregoretti e sul via libera del Senato al processo nei suoi confronti, sottolineando che si tratta del primo incontro con i giornalisti "dopo che sono stato ufficialmente mandato a processo”. “Seguirò con attenzione quanto accadrà, senza alcun timore o preoccupazione”, ha affermato. Il segretario leghista ha ribadito che "l'articolo 52 della Costituzione, sul quale ho giurato da ministro, prevede che la difesa della patria è un dovere per ogni cittadino, quindi non penso che quanto ho fatto a maggior ragione da ministro comporterà alcuna condanna".

Il Senato dice sì al processo nei suoi confronti

Ieri dal Senato è arrivato il via libera per il processo a Salvini accusato, dal tribunale dei ministri di Catania, di sequestro di persona per i 131 migranti che rimasero bloccati quattro giorni sulla nave della Marina militare Gregoretti, prima di sbarcare ad Augusta il 31 luglio scorso. “Ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio però se ci dev’essere un processo che ci sia – ha dichiarato in Aula Salvini – Non andrò a difendermi ma a rivendicare con orgoglio quello che abbiamo fatto”.

L'attacco al M5S: "Nati come anticasta, ora alleati del Pd"

Nel corso della conferenza stampa con i corrispondenti stranieri Salvini ha poi attaccato il M5S e la sua alleanza con il Partito democratico che ha permesso la nascita del Conte bis. "Quando un partito nato come rivoluzione anticasta poi si chiude nel Palazzo e diventa casta a sua volta e si allea con un partito simbolo dei poteri forti come il Pd poi è chiaro che gli elettori ringraziano e ti salutano…", ha detto. "Non sono solito occuparmi dei problemi altrui - la premessa del segretario del Carroccio -. Di M5s posso dire che in Emilia sono al 3 per cento, in Calabria non sono neanche entrati in Consiglio regionale. Da qui a primavera ci saranno altre 6 elezioni regionali, il destino sarà lo stesso. Ma invitate Grillo, Di Maio o Crimi e chiedete a loro".  Salvini ha poi riconosciuto che "c'erano dei presupposti anche positivi nelle nascita di quel partito ma se ti allei con il Pd - ha ribadito - nascendo per combattere il Pd...".

"Nostra priorità crescita, non uscita dall’Euro"

L’ex ministro dell’Interno ha affrontato anche l’euroscetticismo del suo partito. ”Ormai a criticare l'Europa non siamo più solo noi euroscettici, ma anche popolari e socialisti. Non siamo noi ad aver fatto inversione ad U - ha sottolineato -. I minibot? Erano uno strumento per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. La nostra priorità non è uscire da qualcosa ma la crescita economica”, ha spiegato, per poi aggiungere: "Tutti i nostri sforzi sono per il rilancio dell'economia italiana".



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venerdì 31 gennaio 2020

Stato di emergenza: come funziona e cosa prevede

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi, per affrontare l’arrivo del coronavirus anche in Italia. Dopo l’accertamento dei due casi a Roma, è stato così deciso di adottare la misura straordinaria che per cominciare prevede lo stanziamento di una somma di 5 milioni di euro. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo stato di emergenza: chi lo dichiara, qual è la sua durata massima e cosa prevede.

Come viene deliberato

In Italia gli eventi calamitosi sono classificati in tre diversi tipi, in base a estensione, intensità e capacità di risposta del sistema di protezione civile: il tipo A prevede una direzione degli interventi a livello comunale, il tipo B a livello provinciale e regionale, il tipo C a livello nazionale. Per gli eventi di tipo C, il Consiglio dei Ministri delibera lo stato di emergenza nazionale, senza necessità di passare per il Parlamento, così come previsto dalla legge n. 225 del 1992 sulla Protezione civile.

Chi lo propone

Lo stato di emergenza viene dichiarato su proposta del presidente del Consiglio, dopo aver acquisito l’intesa dell’eventuale regione interessata. Questo strumento viene adottato anche per tutte le emergenze di rilievo nazionale, che devono essere affrontate con prontezza d’intervento e fronteggiate con poteri straordinari.

In quali casi viene adottato

Lo stato di emergenza può essere dichiarato dal Consiglio dei ministri anche come misura preventiva, ovvero "al verificarsi o nell'imminenza di calamità naturali o eventi connessi all'attività dell'uomo in Italia". Può inoltre essere dichiarato in caso di "gravi eventi all'estero nei quali la Protezione Civile italiana partecipa direttamente".

Quanto dura

Prevedendo l’attribuzione di poteri speciali, allo stato di emergenza sono assegnati dei limiti temporali precisi. Il Codice della Protezione Civile ne definisce la specifica durata, che non può superare un massimo di 180 giorni. Periodo eventualmente prorogabile di ulteriori sei mesi in caso di riconosciuta necessità.

Lo stanziamento di fondi

A seguito della delibera dello stato di emergenza, il Consiglio dei ministri stanzia una somma iniziale per realizzare i primi interventi necessari. Per lo stanziamento di ulteriori risorse si dovrà passare per un'ulteriore delibera, che dovrà tenere conto di una ricognizione realizzata dai Commissari delegati su quanto sia utile per affrontare l’emergenza.

Cosa prevede

Con la dichiarazione dello stato di emergenza si possono attuare interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, rispettando naturalmente certi limiti, a partire dai principi generali dell’ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate dal capo del dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. E l’attuazione delle ordinanze è curata, in ogni caso, dal capo del dipartimento.

Come si conclude

Quando lo stato di emergenza scade e ha termine, dev'essere emanata un’ulteriore ordinanza, detta "di chiusura". Con questa ordinanza si disciplina e si regola il ritorno alla normalità e quindi il subentro dell'amministrazione competente in via ordinaria.



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giovedì 16 gennaio 2020

M5s, il senatore Di Marzio lascia e passa al gruppo Misto

Luigi Di Marzio lascia il Movimento 5 stelle per aderire al gruppo misto.
Il senatore molisano, classe 1951, ha annunciato in aula la sua decisione difendendo la scelta di aver firmato il referendum sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari: "Di fronte a un'epurazione di fatto, di cui non posso che prenderne atto e ancorché con il rammarico di separarmi da colleghi integerrimi, per fugare qualsiasi dubbio in merito, formalizzo la mia decisione di aderire al gruppo misto".

Lasciano in 31, tra addii volontari ed espulsioni

Fra espulsioni decise dai probiviri e addii, sono 31 i parlamentari che hanno lasciato le file del M5s nel corso della XVIII legislatura (11 senatori e 20 deputati). Undici dall’inizio dello scorso dicembre. Parlamentari cacciati o delusi, espulsi o fuggiti. Di Marzio è solo l’ultimo.
Prima di lui, lo scorso 9 gennaio, sono passati al gruppo Misto Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri.
Il 7 gennaio a lasciare il gruppo a Montecitorio è il siciliano Santi Cappellani. Il deputato catanese ha comunicato a Di Maio l'addio con queste parole: “Non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più” e perché “avvertivo da tempo la profonda frustrazione” di “non poter rappresentare il temine di cui ci fregiamo” e “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”.

L'addio di Angiola e Rospi

Il 3 gennaio lasciano il deputato pugliese Nunzio Angiola e quello materano Gianluca Rospi (anche loro per aderire al gruppo Misto alla Camera). Angiola, nel suo j'accuse contro i pentastellati scrive: “Il mio dissenso deriva dalla presa d’atto che, chi più chi meno, i vertici del movimento hanno preferito trincerarsi in una chiusura pregiudiziale nelle proprie granitiche convinzioni”. E Rospi aggiunge: “Non è più tollerabile una gestione verticistica e oligarchica del Gruppo parlamentare con il risultato che ristrette minoranze decidono per la maggioranza; il M5s non vuole più dialogare, con la base che si limita a veicolare le scelte prese dall’alto senza più essere portatrice di proposte”.

L'espulsione di Paragone

Espulso "d’eccezione" del 2020 è Gianluigi Paragone che, il 1 gennaio, viene cacciato dai probiviri per aver votato contro la legge di bilancio. L’ex giornalista televisivo, ha minacciato di portare in tribunale la sua espulsione. “Io da qui non mi muovo, resto incollato al mio scranno di Palazzo Madama” il suo commento “dovranno buttarmi fuori con la forza”. “Io non sono il distruttore del Movimento - la difesa di Paragone - Vorrei fosse ancora l’ariete contro il sistema. Contesto l’eccessiva timidezza”. A lui l’appoggio di Alessandro Di Battista: “Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui”.

Fioramonti: "Il Movimento mi ha deluso molto"

Il 30 dicembre 2019 a lasciare è Lorenzo Fioramonti che dice addio al Movimento Cinque Stelle per iscriversi, "a titolo puramente individuale", al gruppo Misto. L'ex ministro dell'Istruzione affida a Facebook le motivazioni della sua decisione: "Il Movimento 5 Stelle mi ha deluso molto. Esiste un senso di delusione profondo, più diffuso di quanto si voglia far credere. È come se quei valori di trasparenza, democrazia interna e vocazione ambientalista che ne hanno animato la nascita si fossero persi nella pura amministrazione, sempre più verticistica, dello status quo".

Lucidi, Grassi e Urraro passano alla Lega 

Il 12 dicembre i senatori Stefano Lucidi e Ugo Grassi e il deputato Francesco Urraro formalizzano l'addio al Movimento aderendo al gruppo della Lega. “Il mio dissenso – scrive Grassi - nasce dalla determinazione dei vertici del Movimento di guidare il paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine. Abbandonare il Movimento per me diventa legittima difesa”. “Non mi sento un criceto – il commento di Stefano Lucini, ex tesoriere del M5s, “esco dalla gabbia”.
 



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sabato 4 gennaio 2020

ID e password dati dallo Stato: polemica per proposta della ministra

E’ polemica sulla proposta della ministra dell’Innovazione Paola Pisano (IL PROFILO), che ventila la possibilità di dotare i cittadini di un’unica password per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione. In sintesi, un solo ID e una parola di sicurezza forniti dallo Stato per fare tutto: acquisti personali e servizi digitali.

Identità digitale, la proposta

"Con l'identità digitale – spiega la ministra -  noi avremo un'unica e sola user e password non solo per accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione ma anche del privato, per esempio i nostri conti in banca, per esempio andare al cinema, per esempio prenotare un auto". E questa password e username "dovrebbe essere dato dallo Stato perché è lo Stato ad avere certezza" dell'identità di un cittadino.

La polemica

Parole che sui social hanno suscitato qualche polemica, tanto che Pisano in un tweet ha precisato: "L'identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, potrebbe essere un ulteriore sistema di autenticazione”.

Le risposte

Precisazione che però non è bastata. “A me questa cosa mette i brividi e mi fermo per carità di patria": così su Twitter il deputato Pd Filippo Sensi. E aggiunge: “Il fatto che l'account del ministero dell'Innovazione utilizzi il tweet di un utente per rispondere ai rilievi sollevati dalla inopinata intervista alla ministra Paola Pisano la dice lunga sulla strada che c'è ancora da fare, ma tanta - ha poi twittato Sensi -. E lo dico con rispetto per chi ci lavora". Dubbi sollevati anche dall’ex ministro della Pa, Marianna Madia: “Credo occorra un confronto urgente sulle scelte complessive del Governo in materia di digitale e dati. Si tratta di un tema strategico per i diritti dei cittadini, la democrazia e la competitività del Paese. Alcune scelte meritano un approfondimento e un confronto ampio e non possono essere rilasciate ad improvvisazioni estemporanee".



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lunedì 30 dicembre 2019

Fioramonti lascia i Cinque Stelle e va al gruppo misto

L'ex ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti ha lasciato il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle e si è scritto, "a titolo puramente individuale", al gruppo Misto. Lo ha annunciato lo stesso Fioramonti sul social network Facebook. "Il Movimento 5 Stelle mi ha deluso molto. So che esiste un senso di delusione profondo, più diffuso di quanto si voglia far credere" ha scritto Fioramonti, annunciando di aver comunicato al Presidente della Camera la "decisione di lasciare il gruppo parlamentare ed approdare, a titolo puramente individuale, al misto". "È come se quei valori di trasparenza, democrazia interna e vocazione ambientalista che ne hanno animato la nascita si fossero persi nella pura amministrazione, sempre più verticistica, dello status quo".

L'addio da ministro dell'Istruzione

Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni in polemica sui finanziamenti destinati dalla Manovra 2020 alla scuola. A metà dicembre a Trieste, Fioramonti aveva detto: "La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza, ma rappresentano la linea di galleggiamento". 48 ore dopo la definitiva approvazione della legge di Bilancio con voto di fiducia, Fioramonti ha preso la sua decisione. Al suo posto, il premier Conte ha annunciato due nomi: alla scuola Lucia Azzolina (CHI È) alla ricerca Gaetano Manfredi (CHI È - L'INTERVISTA A SKY TG24)



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martedì 24 dicembre 2019

Micaela Biancofiore lascia Forza Italia: “Diventati come i grillini”

“Siamo diventati come i grillini”. È con queste parole che Micaela Biancofiore annuncia il suo addio a Forza Italia, partito in cui ha militato per 26 anni. La deputata altoatesina passerà al gruppo misto della Camera.

Le ragioni dell’addio

L’annuncio dell’addio al partito fondato da Silvio Berlusconi (LA STORIA), del quale Biancofiore era una storica esponente, è arrivato in nottata. "Con la morte nel cuore, ma anche liberata. La Forza Italia nella quale sono nata e cresciuta, non esiste più", ha detto la deputata. Che sembra non condividere più le scelte della dirigenza. “Siamo diventati come i grillini, uno vale uno senza distinguo, senza storia, senza rispetto per le persone”, ha spiegato.

Chi è Micaela Biancofiore

Micaela Biancofiore, di Bolzano, compirà 49 anni il prossimo 28 dicembre. Già sottosegretario di Stato con delega alla Pubblica amministrazione e la semplificazione del governo Letta, di recente era stata sostituita nell'incarico di coordinatrice regionale di Forza Italia del Trentino Alto Adige.



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lunedì 23 dicembre 2019

Caos Milleproroghe, scontro sulle concessioni autostradali

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Milleproroghe con la formula “salvo intese”. Non c'è niente di definitivo, quindi. E' ancora una bozza. E’ scontro però sulle concessioni autostradali. Viene infatti contestata la norma che prevede la gestione di Anas in caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o autostrade fino alla gara per un nuovo gestore.

Scontro sulla revoca

Per il Movimento Cinque Stelle non ci sono dubbi: è stata aperta la porta alla revoca delle concessioni. “Per noi - dice Di Maio – questa è una battaglia di civiltà, perché serve giustizia per le vittime del ponte Morandi”. Leu è su posizioni non distanti. Ma il Pd non la pensa così. “Non credo sia un primo passo verso la revoca – afferma Zingaretti - . E' un atto che rende più forte la dimensione pubblica nei confronti dei concessionari, perché sono diversi e non uno solo. E Italia Viva, che in Consiglio dei ministri non ha votato la norma, chiede che il tema venga affrontato in Parlamento e non "surrettiziamente" nella bozza di un decreto. Tutto questo mentre alla Camera si consumano gli ultimi atti della Manovra.

Concessioni autostradali

Sono due gli interventi che riguardano le autostrade. Il primo prevede uno slittamento fino (al massimo) al 31 luglio dell'aumento dei pedaggi che, invece, i concessionari avrebbero potuto far scattare a gennaio. In un primo momento, il rinvio era previsto al 30 giugno. In pratica, il governo chiede che prima venga perfezionato l'iter di aggiornamento dei piani economici-finanziari. L'altra disposizione prevede che in caso di revoca, decadenza o risoluzione delle concessioni di strade o di autostrade, il servizio venga affidato all'Anas, in attesa della gara per il nuovo affidamento. Un passaggio ulteriore definisce cosa spetti al concessionario e cosa all'amministrazione, in termini di penali e risarcimenti, in caso di stop alla concessione.

Milleproroghe

Più in generale, nel Milleproroghe gli interventi più consistenti riguardano le autostrade, ma i 45 articoli del decreto Milleproroghe contengono disposizioni che toccano gli ambiti più disparati: dalla cura dei giardini al mercato dell'energia, passando per le authority o per la sperimentazione sugli animali.



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sabato 21 dicembre 2019

Milleproroghe e intercettazioni, oggi il Cdm sui due decreti

È il giorno del Consiglio dei ministri sul decreto Milleproroghe, quasi una "seconda manovra", costituita per ora da 37 articoli con un centinaio di slittamenti, ma che potrebbe lievitare ancora. Ma sul tavolo del Cdm ci sarà anche un decreto ad hoc sulle intercettazioni, dopo la decisione di non inserire le norme nel Milleproroghe. Queste le ultime novità contenute nella bozza del decreto Milleproroghe: niente class action fino a ottobre, sconti per chi acquista motorini ecologici rottamando i vecchi due ruote inquinanti anche nel 2020 e altri due anni di sperimentazioni sugli animali degli effetti di droghe, fumo e alcol.

Prolungato ecobonus per motorini, niente class action fino a ottobre

Tra le proroghe l'esecutivo prevede di concedere anche nel 2020 il bonus fino a 3mila euro per chi rottama motorini Euro0-Euro3 per acquistare mezzi ibridi o elettrici. Mentre gli albergatori delle aree colpite dal sisma del 2016 e 2017 avranno tempo fino a fine giugno 2022 per adeguarsi alle norme antincendio.  Confermati, al momento, il rinvio al 2022 della fine del mercato tutelato dell'energia e lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno. Le class action, invece, potranno partire solo da ottobre, con uno slittamento di 6 mesi, tra le proteste dei consumatori. Nelle bozze rimane anche il pacchetto per la P.a, che va dalla proroga per la stabilizzazione dei precari a quella delle possibilità di assumere per il comparto di sicurezza e i vigili del fuoco.

Milleproroghe, gestione Spid passerà a PagoPa

Tra le ultime norme a entrare nel Milleproroghe quella sul "diritto a innovare", cioè la creazione di aree 'free' per la sperimentazione di droni o mezzi a guida autonoma. Ed è in preparazione anche una rivoluzione per lo Spid, il Pin unico con cui accedere ai servizi online della pubblica amministrazione, che sarà sempre gratuito e gestito solo dallo Stato attraverso PagoPa. Agli attuali provider (che oggi rilasciano l'identità digitale) resterà la distribuzione del Pin che sarà abbinato, per chi ancora non ce l'abbia, al rilascio della carta d'identità digitale. Nella bozza del decreto rientrano anche i dettagli operativi per far partire le notifiche digitali di avvisi e multe.

Stop a divieto di test delle droghe sugli animali

Ad agitare gli animalisti, intanto, la scelta di consentire per altri due anni di fare test sugli animali degli effetti delle "sostanze da abuso" ma anche di sperimentare gli xenotrapianti, cioè gli studi sui trapianti di tessuti o organi da animale a uomo. La proroga è bocciata anche da Leu che chiede invece di rispettare lo stop previsto da inizio 2020, sostenendo, come spiega Loredana De Petris, "l'appello di 200 scienziati" al ministro della Salute Roberto Speranza.



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martedì 17 dicembre 2019

Manovra 2020, il Senato dà il via libera: ecco tutte le misure

Dalla plastic tax al bonus facciate (ma non per gli alberghi), dalla sugar tax che slitta al primo ottobre 2020 al quasi totale azzeramento della stretta sulle auto aziendali. Sono queste alcune delle misure contenute nella manovra 2020 a cui l’Aula del Senato ha dato il via libera con il voto di fiducia nella serata di lunedì 17 dicembre. Ecco nel dettaglio, le norme della legge di bilancio:

Bonus facciate ma salta estensione a hotel

Arriva l'ok al bonus facciate ma lo sconto fiscale sarà solo per i redditi delle persone fisiche, salta quindi l’estensione agli alberghi. La norma stabilisce che per le spese documentate, sostenute, nell'anno 2020, relative agli interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti spetta una detrazione dall'imposta lorda pari al 90%.

Plastic Tax scende a 45 centesimi al chilo

Cambia la Plastic tax: l'imposta entra in vigore da luglio, passa da 50 centesimi a 45 centesimi al chilogrammo e interesserà anche il tetrapak. Sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da più materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.

Sugar tax slitta a ottobre

Slitta al primo ottobre 2020 la Sugar tax. L'imposta ha un valore di 10 centesimi al chilo. La correzione sulla contestata tassa sulle bevande zuccherate comporta un minor gettito di 175,3 milioni.

Quasi azzerata stretta auto

Si allenta la stretta sulle auto aziendali che scatterà sui contratti stipulati da luglio 2020 sui veicoli di nuova immatricolazione. Il fringe benefit scende al 25% sulle auto aziendali, i motocicli e i ciclomotori con emissioni CO2 inferiori a 60 g/km ed è al 30% su quelle superiori a 60 g/km ed inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni inquinanti superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale passa al 40% nel 2020 e sale al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 190 g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021. La revisione della norma sulle auto aziendali determina praticamente un azzeramento del gettito atteso dalla misura.

Aumentano clausole accise

Via libera a un nuovo aumento delle clausole di salvaguardia delle accise sui carburanti con un innalzamento del gettito di 303 milioni di euro nel 2021 e di 651 nel 2022. Complessivamente, se la clausola non sarà sterilizzata, si prevedono maggiori entrate per oltre 1,2 miliardi nel 2021 e di poco meno di 1,7 miliardi nel 2022. Le risorse sono destinate a compensare l'alleggerimento della tassa sulla plastica e della sugar tax nonché la marcia indietro sulle auto aziendali.

Addizionale Ires: platea ridotta

Sale del 3,5%, dal 24 al 27,5%, l'aliquota della “Robin tax” con platea ridotta per tre anni ai concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari. Saranno escluse le concessioni per la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, le acque minerali, radio, tv e telecomunicazioni.

Tassa sulla fortuna sale al 20%

Aumenta la cosiddetta tassa sulla fortuna. Dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro sale al 20%, con un'entrata prevista di 308 milioni di euro. Sale dal 12% al 20% anche il prelievo sulle new slot sulle vincite sopra i 200 euro, che partirà dal 15 gennaio, e al 65% sul Preu e il payout, cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite.

Confermata detrazione per spese sanitarie

Le spese sanitarie si potranno ancora portare in detrazione al 19% senza vincoli di reddito. Salta quindi la stretta sui bonus fiscali per i redditi alti, prevista dal ddl bilancio, che escludeva solo solo le spese per interessi per mutui ipotecari e le spese sanitarie sostenute per patologie gravi.

Torna sconto in fattura per ecobonus

Torna lo sconto in fattura per l'ecobonus ma oltre la soglia di importo di 200mila euro dei lavori. Dopo lo stop alla misura del decreto crescita, viene reintrodotta la possibilità per il soggetto che ha diritto alla detrazione di optare per lo sconto in fattura direttamente dal fornitore che ha effettuato i lavori, con un importo superiore ai 200mila euro, unicamente per gli interventi di ristrutturazione di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali.

Il bonus latte

In arrivo per le neo mamme che non possono allattare un bonus fino a un importo massimo annuo di 400 euro e fino al sesto mese di vita del neonato, per l'acquisto di latte artificiale. Istituito un apposito fondo al ministero della Salute dotato di 2 mln di euro per il 2020 e di 5 mln a decorrere dal 2021.

Truffati banche

Proroga di due mesi per la formalizzazione delle istanze di rimborso al Fondo indennizzi da parte dei risparmiatori truffati dalle banche. Le vittime dei dissesti bancari avranno quindi tempo fino al 18 aprile 2020, dal precedente 18 febbraio, per presentare la richiesta di ristoro.

Ammortamento industria

Per gli investimenti previsti dal Piano Impresa 4.0 il super e l'iperammortamento si trasformano in un credito d'imposta. Per i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese è riconosciuto un credito d'imposta in cinque anni del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro e del 20% per la quota di investimenti fino al limite massimo di 10 milioni di euro. Per i beni immateriali, come il software, il credito d'imposta è riconosciuto al 15%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro. Per tutti gli altri investimenti il credito d'imposta è del 6% nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni.

Norma salva casa

Arriva una norma per aiutare coloro che perdono la casa. Prevista l'esenzione dal pagamento dell'Imu per i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. L'immobile continuerà a essere utilizzato dall’ex proprietario con contratto di affitto.

Fondi per orfani femminicidio

Un milione di euro in più nel 2020 per il sostegno degli orfani di femminicidio. Le risorse vengono ripartite in parti uguali tra le borse di studio in favore degli orfani per crimini domestici e il sostegno e l'aiuto economico alle famiglie affidatarie. Inoltre è stata approvata la norma che tutela da ogni forma risarcitoria diretta tutti gli orfani di femminicidio. Le spese saranno coperte dal Fondo di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, intenzionali violenti e dei crimini domestici già istituito presso il ministero dell'Interno.

Un miliardo per Olimpiadi invernali

Viene stanziato circa un miliardo di euro per garantire la sostenibilità delle Olimpiadi invernali 2026. Il finanziamento è dedicato a miglioramento della capacità e della fruibilità delle infrastrutture attuali e da realizzarsi in Lombardia, Veneto e nelle province di Trento e Bolzano. Ok anche a 15 milioni per il completamento della Metro Cinisello-Monza Bettola. Arrivano inoltre 50 milioni spalmati su tre anni per la Ryder Cup di Roma del 2022.

Fermo pesca 2020

Confermata anche nel 2020 l'indennità di 30 euro al giorno ai dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di Fermo pesca 2020. Il fermo pesca è un provvedimento che interrompe la pesca invasiva nei mari italiani durante i periodi di riproduzione dei pesci. La norma, nel limite di spesa di 11 milioni per il 2021, si estende anche ai soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.

150 milioni per piste ciclabili

Previsti 150 milioni nei prossimi tre anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Viene istituito un apposito Fondo al ministero dei Trasporti con 50 milioni l'anno dal 2022 al 2024 con l'obiettivo di coprire il 50% delle spese per le nuove piste ciclabili.

Fondi per celebrazioni centenario Pci

Via libera al finanziamento, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, delle celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista.

Fondo aiuti alimentari

Tre milioni in più nel triennio 2020-2022 al Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

Arriva piattaforma per notifiche multe

Arriva la piattaforma digitale per le notifiche della pubblica amministrazione su cui ricevere provvedimenti amministrativi come le multe ma non gli atti giudiziari. La piattaforma, primo passo per il domicilio digitale, sarà utilizzata dalle amministrazioni pubbliche per effettuare, con valore legale, le notifiche di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni.

Fondo vittime infortuni lavoro

Viene incrementato il fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. L'aumento è di un milione di euro di euro per il 2020, di due milioni per il 2021 e tre milioni per il 2022.

Fondo minori non accompagnati

Un milione di euro l'anno dal 2020 per incrementare il Fondo minori stranieri non accompagnati

Permesso soggiorno

Via libera al permesso di soggiorno in Italia ai venezuelani di origine italiana che, dopo averne fatto richiesta, sono ancora in attesa del riconoscimento della cittadinanza del nostro Paese.

Prepensionamenti giornalisti

In arrivo 7 milioni di euro per il 2020 e 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2027 per sostenere il prepensionamento dei giornalisti professionisti iscritti all'Inpgi dipendenti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. Risorse dal 2020 al 2023 anche per il prepensionamento dei poligrafici con almeno 35 anni di contributi.

Sconto Irpef per iscrizioni scuola musica

Arriva la detrazione Irpef al 22% per le famiglie a basso reddito che iscrivono i figli alle scuole di musica e ai conservatori. La detrazione, che spetterà dal periodo d'imposta 2021, riguarda le spese, per un importo non superiore a 1.000 euro, sostenute da contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36.000 euro, per l'iscrizione annuale e l'abbonamento di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni a conservatori di musica, a istituzioni legalmente riconosciute dall'Afam, a scuole di musica iscritte ai registri regionali nonché a cori, bande e scuole di musica riconosciute da una pubblica amministrazione, per lo studio e la pratica della musica.

Corsi contro bullismo

Per potenziare la qualificazione dei docenti nel contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni di genere, in manovra viene stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022.

Stop bollette pazze

Entrano in manovra misure per tutelare i consumatori dalle bollette pazze. I gestori dei servizi di pubblica utilità e gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche saranno obbligati a trasmettere agli utenti le comunicazioni con cui si contestano gli eventuali mancati pagamenti e si preavvisa la sospensione del servizio in modo chiaro e dettagliato. In caso di bollette illegittime gli utenti avranno diritto a ottenere, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10% dell'ammontare contestato per un importo non inferiore a 100 euro.

Concorso Farnesina

La Farnesina potrà bandire, nel 2020, nel 2021 e nel 2022, un concorso pubblico di accesso alla carriera diplomatica. I concorsi potranno riguardare un contingente annuo non superiore a 32 segretari di legazione in prova.

Fondi contro randagismo

Un milione di euro per il 2020 per prevenire il fenomeno del randagismo. Il 60% delle risorse è destinato alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Sale soglia spese veterinarie detraibili

Si possono detrarre le spese veterinarie fino all'importo di 500 euro limitatamente alla parte che eccede 129,11 euro.

Aumento quote rosa

Le quote rosa salgono dal 30 al 40% nei cda delle società quotate.

Piano contro violenza di genere

In arrivo altri 4 milioni di euro annui nel triennio 2020-2022 al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il finanziamento del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.

Campagne promozione per prodotti sottoposti a dazi

Saranno avviate campagne di promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti all'aumento dei dazi. La norma si aggiunge alle campagne previste per il contrasto dell'italian sounding.

Soldi per la cultura

Nuovi fondi per le istituzioni culturali e gli enti, gli istituti, le associazioni e le fondazioni culturali. Per sostenere e implementare le loro attività di ricerca, innovazione e formazione e per incentivare la promozione e la fruizione del patrimonio culturale, vengono stanziati in totale 6,5 milioni di euro per il 2020. Arriva un contributo di 15 milioni di euro in tre anni dal 2020 al 2022, per il completamento della carta geologica ufficiale dell'Italia in scala 1:50.00. Salgono da 16 a 31 milioni i fondi per le borse di studio per l’università. Previsto un fondo con una dotazione di 3 milioni di euro nel triennio 2020-2022 per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle bande musicali. Due milioni per il 2020 per la realizzazione di iniziative culturali e legate al mondo dello spettacolo nei comuni della Provincia di Parma, designata capitale europea della cultura per il 2020. Via libera ad uno stanziamento di 500mila euro nel biennio 2020-2021 a favore del comune di Pistoia per la realizzazione del Pistoia Blues Festival.

Asili nido e bimbi

Stanziati 2,5 miliardi fino al 2034 per costruire nuovi asili nido, ristrutturarli e riqualificare le scuole materne in luoghi adatti alla prima infanzia. Con priorità nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, allo scopo di rimuovere gli squilibri sociali presenti ed incentivare la natalità. Aumenta di 390 unità l'organico della scuola dell'infanzia da destinare al potenziamento dell'offerta formativa. Il contingente sarà ripartito tra le regioni con un decreto del ministero dell’Istruzione. Nel 2020 vengono assegnati altri 12,5 milioni di euro alle scuole dell'infanzia paritarie che accolgono alunni con disabilità.

Sport

Per il restauro della villa Alari Visconti di Saliceto di Cernusco sul Naviglio, che nel 2020 sarà Città europea dello Sport, viene stanziato un contributo di 300 mila euro. I monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette a pedalata assistita con potenza limitata e potranno circolare. Le atlete avranno la possibilità di un esonero totale dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali fino al limite massimo di 8mila euro l'anno. Dalla misura sono esclusi i premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica. Viene così estesa anche alle atlete le condizioni di tutela previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo.

Sanità

Ok allo stanziamento di due milioni di euro per la Rete nazionale dei registri dei tumori. Nello specifico è previsto un milione di euro per il 2020 e 500mila euro all'anno per il biennio 2021/22. Ampliata la platea dei precari della sanità che potranno essere stabilizzati. La norma estende dal 30 giugno al 31 dicembre 2019 il termine entro il quale dovranno essere maturati i tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni che costituiscono il requisito per accedere alla stabilizzazione. L'Inps potrà stipulare nuove convenzioni per conferire incarichi ai medici legali per la verifica delle invalidità civili. L'Istituto di previdenza è autorizzato a stipulare convenzioni per incarichi di 35 ore settimanali. Infine la sperimentazione dei nuovi servizi delle farmacie, dagli esami per la glicemia, colesterolo e trigliceridi ai test di gravidanza, si estenderà a tutta Italia e proseguirà anche nel 2021 e nel 2022. Per i malati cronici possibilità di poter usufruire in farmacia, grazie a una collaborazione tra medici di base e pediatri, di un percorso di "accesso personalizzato ai farmaci" che prevede, tra l'altro, che il farmacista comunichi al medico la regolarità dell'assunzione delle medicine.

Sociale

Stanziato un milione nel 2020 per il fondo per il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura e dei reati intenzionali violenti. Via libera al contributo di 500.000 euro nel 2020 per Padova capitale europea del volontariato. Ok ai concorsi per assumere in uffici e istituti penitenziari 18 dirigenti nel triennio 2020-2022 e per 50 funzionari nel 2020. Via libera alla proposta di Matteo Salvini: arrivano 15 milioni nel triennio 2020-2022 da assegnare al Fondo per la sicurezza urbana dei Comuni per la prevenzione e il contrasto delle sostanze stupefacenti.

Contributi a scuole per giornali

Le scuole di ogni ordine e grado che acquisteranno abbonamenti a quotidiani e periodici anche in formato digitale potranno usufruire di un bonus del 90% delle spese sostenute. Il sostegno viene assegnato anche alle scuole secondarie di primo grado che adottano programmi per la promozione della lettura critica.

Tagli indennità dirigenti poco trasparenti

Stretta sulle sanzioni per funzionari e dirigenti della Pa che non rispettano gli obblighi in fatto di trasparenza. Prevista una decurtazione che va dal 30 al 60% dell'indennità di risultato di fine anno che può arrivare anche a 43mila euro.

Scambio su posto energia rinnovabile

Per incentivare l'utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili e fornire un sostegno alle fasce sociali più disagiate, gli enti regionali che si occupano di edilizia residenziale pubblica potranno usufruire dello scambio sul posto dell'energia elettrica prodotta.

Ok anticipazioni liquidità a comuni e regioni

Autorizzate nuove anticipazioni di liquidità a favore degli enti territoriali da destinare al pagamento di debiti, certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019”. Banche, intermediari finanziari,Cassa depositi e prestiti e le istituzioni finanziarie dell'Ue possono concedere ai comuni, alle province, alle città metropolitane, alle regioni e alle province autonome, anche per contro dei rispettivi enti del Servizio sanitario nazionale. Inoltre nel 2020 i Comuni potranno accantonare non più il 95% ma il 90% del valore dei crediti, purché siano stati regolari l’anno precedente. Si libera così un 5% di operatività che potranno usare per la spesa corrente per i servizi di pubblica utilità. Si tratta di cifre che si aggirano attorno ai 40-50mila euro.

Tutte le altre misure

In arrivo 30 milioni di euro per prorogare al 31 dicembre 2020 i contratti a tempo determinato dei lavoratori socialmente utili della Calabria. In arrivo dodici milioni in tre anni per le bonifiche dall'amianto delle navi militari. Più tempo per la piena operatività della utilizzazione delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione per gli autoveicoli da parte degli ‘sportelli telematici dell'automobilista' Aci. Stop alla tassazione ai fini Irpef sulla liquidazione anticipata della Naspi, in un'unica soluzione, per i lavoratori di imprese in crisi che hanno deciso di investire l’indennità in una cooperativa di lavoro e rilevato l’attività. Stanziati 60 milioni nei prossimi tre anni: 5 milioni nel 2020 e altrettanti nel 2021 e 50 milioni nel 2022 per interventi contro i danni da Xylella. Ok alle tariffe sociali per gli sconti sui voli da e per Catania e Palermo. Previsto uno sconto sul costo del biglietto per studenti, diversamente abili e lavoratori. Venezia, 60 milioni di euro per la manutenzione ordinaria. Al via a un fondo da un milione per la sperimentazione del voto elettronico nelle elezioni politiche, europee e nei referendum. Via libera al rinvio al 2021 del Fondo di garanzia per i ritardi nel pagamento dei debiti commerciali.



da Sky News TG24 - TG24 politica

domenica 15 dicembre 2019

Banca Popolare di Bari, stasera il Cdm per il varo del decreto

È stato convocato per stasera alle 21 il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il decreto sulla Banca Popolare di Bari. All’ordine del giorno c'è infatti un provvedimento contenente misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimenti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha preannunciato l’intenzione del governo di “chiudere stasera” sulla vicenda dell’istituto di credito, per il quale la Banca d’Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo e la sottoposizione della banca stessa alla procedura di amministrazione straordinaria in ragione delle perdite patrimoniali. Conte ha detto che l’intenzione dell’esecutivo è di intervenire “con Mediocredito e probabilmente il Fondo interbancario” per rilanciare l’istituto (CONTE: NON TUTELEREMO ALCUN BANCHIERE - DI MAIO: SERVE COMMISSIONE SULLE BANCHE). Prevista invece per mercoledì 18 dicembre la manifestazione a Bari degli azionisti della banca.

Conte: “In gioco il tessuto produttivo del Sud”

“Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico”, ha detto ancora Conte domenica a margine del concerto di Natale in Senato, aggiungendo che “abbiamo delle responsabilità pubbliche nei confronti dei risparmiatori e del territorio” perché “in gioco c’è il tessuto produttivo di un Sud che è in sofferenza, quindi è chiaro che un polmone creditizio finanziario è importante”. Con l’intervento dell’esecutivo sulla Popolare di Bari, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “faremo di necessità virtù, interverremo con una visione strategica con Mediocredito e probabilmente il Fondo interbancario per rilanciare una banca che potrebbe essere la più importante del Sud”.

Verso la manifestazione del 18 dicembre

Per la seconda domenica consecutiva un gruppo di azionisti dell’istituto di credito ha protestato davanti alla sede centrale della banca, in corso Cavour a Bari. Il gazebo, allestito dagli iscritti all’associazione Vittime del Salva-Banche, che raccoglie al momento circa 200 azionisti, ha informato i passanti della situazione dell'istituto di credito barese. L’occasione è servita anche per invitare i cittadini a partecipare alla manifestazione organizzata per mercoledì 18 dicembre, che partirà proprio dagli uffici della banca commissariata.



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