a cura del Dott. Silvio Passalacqua - Progetto sperimentale aperto a tutti..

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sabato 29 agosto 2020

L’evasione fiscale supera i 110 miliardi di euro in Italia. A dirlo la Cgia di Mestre

Secondo uno studio della Cgia di Mestre, l’evasione fiscale in Italia è stimata in circa 110 miliardi di euro all’anno, un importo paurosamente elevato che, comunque, appare decisamente inferiore agli oneri che i cittadini e le imprese subiscono in virtù degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze presenti nella Pubblica amministrazione, che ammonterebbero a oltre 200 miliardi all’anno, una dimensione economica quasi doppia rispetto all’evasione.

Sebbene il confronto non abbia valore statistico, la riflessione ha un suo rigore concettuale: nonostante ci sia tanta evasione, una P.a. poco efficiente causa ai privati dei danni economici molto superiori. La conclusione a cui è pervenuta la Cgia non appare per nulla scontata, visto che una buona parte dell’opinione pubblica ha una forte sensibilità verso il tema dell’evasione, ritenendo tuttavia meno allarmanti gli effetti degli sprechi della nostra macchina pubblica.

Chiaro il pensiero del coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo: “L’evasione non va mai giustificata e dobbiamo contrastarla ovunque essa si annidi, sia che riguardi i piccoli che i grandi evasori. Se, infatti, portassimo alla luce una buona parte delle risorse sottratte illecitamente all’erario, la nostra P.a. avrebbe più soldi, funzionerebbe meglio e, probabilmente, si creerebbero le condizioni per alleggerire il carico fiscale. Con meno evasione e una pubblica amministrazione più efficiente, potremmo creare le condizioni per rilanciare il Paese”.



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lunedì 29 giugno 2020

Dl Semplificazioni: nuove regole per la Pubblica Amministrazione ed incentivi per le opere pubbliche

Nella bozza del decreto Semplificazioni, ancora in via di definizione, sono contenuti 48 articoli. Tra le principali novità la velocizzazione dei cantieri e la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione.

Per quest’ultima è stata prevista una piattaforma che operi come strumento unico per la notifica digitale di tutti gli atti. Ci sarà un codice di condotta tecnologica con normative omogenee per tutte le Pubbliche amministrazioni, per gli acquisti Ict, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazioni digitale. Basterà una app per autocertificazioni, istanze e dichiarazioni, con accesso a tutti i servizi tramite Spid e Cie e tramite AppIO su mobile. Le Pubbliche amministrazioni saranno inoltre obbligate a sviluppare i loro sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai dipendenti, in modo da favorire lo smart working.

La bozza prevede poi il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, precisando che i beneficiari sono le stazioni appaltanti e le somme sono destinate a finanziare la prosecuzione delle opere necessarie alla realizzazione dell’opera. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è in ogni caso surrogato in tutti i diritti del destinatario del versamento nei confronti dei propri danti causa.

Saranno inoltre incentivati gli investimenti pubblici per tutto il periodo dell’emergenza in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia.



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giovedì 11 giugno 2020

Il centrodestra contro gli Stati generali dell’economia, convocati da Conte

Agli Stati generali dell’economia post Covid, che si apriranno sabato, mancherà il centrodestra che ha deciso di disertare l’incontro a Villa Doria Pamphili a Roma. “Confronto solo in parlamento”, dice il leghista Matteo Salvini: “Gli italiani non hanno bisogno di altri show e passerelle. Il luogo del confronto e della discussione è il Parlamento, non sono le ville o le sfilate”. Sabato ci saranno invece, la presidente della Bce Christine Lagarde e il commissario europeo Paolo Gentiloni.

Poche ore prima del rifiuto dell’invito, Silvio Berlusconi aveva esplicitamente dichiarato, la sua disponibilità a partecipare agli Stati Generali: “Siamo stati i primi a chiedere che maggioranza e opposizione lavorassero insieme per riunire, di fronte al disastro, le migliori risorse del Paese”.

E così secondo voci che circolano in ambienti del centrodestra, proprio Berlusconi avrebbe chiamato la leader di Fratelli d’Italia, per convincerla personalmente ad accettare l’invito. Una telefonata descritta lunga e dai toni cortesi, ma che non avrebbe ottenuto alcun risultato concreto, visto che la Meloni ha ribadito il suo ‘no’ all’incontro.

Alle accuse di fare solo ‘passerelle’ Giuseppe Conte replica: “Con i ministri e i capigruppo di maggioranza, che vedrò nelle prossime ore, prepariamo proposte concrete e condivise. A livello europeo hanno molto apprezzato la predisposizione a elaborare il piano e il fatto che ci siamo messi subito al lavoro per progetti che fanno bene e che ci faranno correre”. Si va dal reshoring di competenza del ministro dello Sviluppo economico, a una sorta di business school pubblica proposta dalla ministra della Pubblica Amministrazione. Troveranno spazio anche alcune idee della task force di Vittorio Colao, che lunedì mattina aprirà i tavoli di lavoro illustrando il suo piano.

Imprese e lavoro come “motore dell’economia”. Infrastrutture e ambiente come “volano del rilancio”. Turismo e cultura come “brand del Paese”. Una P.a. “alleata di cittadini e imprese”. Istruzione, ricerca e competenze “fattori chiave per lo sviluppo”. Individui e famiglie “in una società più inclusiva”. Sono i macro-settori e i corrispondenti obiettivi del piano di Colao.

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri spiega che bisognerà aumentare le risorse al fondo di garanzia sui prestiti e promette cassa integrazione “finché serve: venerdì ci aspettiamo che gli arretrati vengano pagati”. In maggioranza già si discute del possibile nuovo scostamento di bilancio per fare un nuovo decreto in deficit.



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lunedì 8 giugno 2020

Fase 3, Colao presenta piano al premier: sei punti per rilancio 

Il Comitato di esperti guidato da Vittorio Colao ha consegnato questa mattina alla Presidenza del Consiglio il suo rapporto finale che verrà illustrato nei prossimi giorni. Il piano propone obiettivi generali e sei ambiti fondamentali per il rilancio: Imprese e Lavoro; Infrastrutture e Ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie. Forza Italia ha invitato il premier Giuseppe Conte a renderlo subito noto a tutti, opposizione compresa”.

“Il Comitato – si legge in un nota – che ha operato su base volontaria e senza costo alcuno per la collettività, ha ringraziato il Presidente del Consiglio per l’opportunità offerta di mettere a disposizione delle istituzioni della Repubblica le proprie competenze. Un particolare ringraziamento va ai funzionari delle Istituzioni che nelle otto settimane di lavoro hanno contribuito, agevolato e supportato sul piano tecnico le attività del Comitato”.

Si legge ancora: “In questa seconda fase al Comitato è stato chiesto di suggerire visione, strategia e iniziative atte a facilitare e rafforzare la fase di rilancio post Covid19. Il precedente rapporto si era invece concentrato sulla metodologia da seguire e le condizioni da realizzare per le riaperture produttive avvenute nel mese di maggio”.

Mara Carfagna vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia ha dichiarato: “Il presidente del Consiglio renda noto subito il testo integrale del piano Colao consentendo a tutti gli italiani un accesso diretto e completo alle proposte della squadra di esperti insediata per disegnare le riforme indispensabili all’Italia”.

“Anche l’opposizione – ha aggiunto – ha diritto di conoscerne il contenuto senza ulteriori attese: se davvero si punta a coinvolgere tutte le forze del Paese nella fase della ricostruzione e del cambiamento, il lavoro del gruppo Colao non può essere usato come ‘proprietà del governo’ né essere centellinato attraverso le indiscrezioni giornalistiche. Servono trasparenza e coraggio per aprire un grande dibattito pubblico finalizzato a decisioni condivise”.

“In caso contrario – conclude – rischiamo che quanto prodotto dalla task force di esperti faccia la fine dei vecchi progetti di spending review: bellissimi, interessantissimi, finiti nel dimenticatoio in pochi giorni”.



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sabato 25 aprile 2020

Coronavirus, Arcuri: dal 4 maggio test sierologici. Sulle mascherine: “Fisseremo un prezzo massimo”

“Non ci siamo ancora liberati dal virus. Non siamo ancora arrivati al 25 aprile nella guerra con questo nemico”. E’ iniziata con un riferimento alla Festa della Liberazione la conferenza stampa del commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, che ha sottolineato: “La vittoria definitiva contro il coronavirus non arriverà per decreto, dipenderà solo da noi e dai nostri comportamenti“, soprattutto nei prossimi giorni “serve comportarsi con tenacia, sacrificio e senso di appartenenza”.

Il commissario ha poi annunciato che “dal 4 maggio partiranno i test sierologici a livello nazionale, su un campione di 150mila persone”. Non solo, l’azienda scelta offrirà gratuitamente i test. “Questa mattina abbiamo concluso la gara, 4 giorni prima del tempo e solo 9 giorni dopo la richiesta del governo” ha aggiunto sottolineando che sono state 72 le aziende che hanno partecipato e quella che è stata scelta offre la “migliore soluzione oggi esistente sul mercato” in termini di rapidità ed efficienza.

Arcuri ha rassicurato anche sulle mascherine, tema centrale per la ripartenza: “Fisseremo il prezzo massimo” ha detto in riferimento ai numerosi casi di speculazione. “Siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per gestire la fase 2”, ha quindi aggiunto, specificando che al momento ne sono state distribuite 138 milioni e che le Regioni hanno ad oggi 47 milioni di mascherine nei magazzini. I dispositivi saranno distribuiti alla pubblica amministrazione, ai trasporti pubblici, alle forze dell’ordine e a tutti i componenti del sistema pubblico, in vista della ripartenza. E ancora: “lo Stato ha siglato un accordo con due imprese italiane per produrre 51 macchinari per mascherine, in grado di produrne tra i 400mila e le 800mila al giorno: “Arriveremo a produrne presto almeno 25 milioni al giorno”.

Il commissario per l’emergenza Covid-19 ha poi ricordato poi i risultati ottenuti in questi “38 giorni di lavoro”: Cura Italia, la riconversione delle aziende, l’acquisto di ventilatori per la terapia intensiva e l’app “che non farà solo contact tracing, ma sarà un modo per i pazienti di essere in contatto con i medici.



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lunedì 20 aprile 2020

Banche: al via da oggi la maxi-operazione liquidità per dare ossigeno alle imprese

Al via da oggi la maxi-operazione liquidità messa in campo dal Governo per dare ossigeno alle imprese bloccate dall’emergenza. L’Abi assicura che i fondi fino a 25mila euro, arriveranno in 24 ore, se tutta la documentazione sarà in ordine. Per i prestiti superiori si attende la piattaforma Sace ora non disponibile.

La piattaforma sarebbe in realtà pronta, in attesa solo di un accordo sul manuale operativo che fornisca chiarimenti su tutte le procedure che le banche dovranno utilizzare per interfacciarsi con le imprese alle condizioni generali imposte per la garanzia

Comunque il presidente Abi Antonio Patuelli in merito alle richieste di prestiti garantiti dallo Stato per le pmi, le cui domande possono essere inoltrate a partire da oggi, precisa a ‘Circo Massimo’: “Non andate nelle filiali, le richieste di informazioni e le domande si fanno per telefono e via mail. Non è che andando nelle filiali vengono date le banconote” e non “c’è una graduatoria di chi arriva”.

Sul credito Patuelli precisa: “Lo Stato da una garanzia al 100% e noi dovremmo dare l’anticipo di liquidità nella maniera più sollecita – spiega il Presidente dell’Abi, Patuelli – però rispettando tutte le norme, comprese quelle che la Banca d’Italia ha sottolineato di antiriciclaggio e anche quelle che sono state richiamate molto autorevolmente dai Procuratori della Repubblica Greco di Milano e Melillo di Napoli. Questa è una operazione che è in corso ed è un grande sforzo e penso che bisognerebbe ringraziare tutti coloro che lavorano nelle banche per questo ulteriore sforzo”.

E proprio nell’ottica di una lotta al riciclaggio del denaro, Patuelli sottolinea che: “Le banche non danno soldi in contanti, fanno bonifici sui conti correnti e quindi in maniera tracciata”.

E i sindacati avvertono: “Non tollereremo violenze contro i bancari”. Istituita task force ”Da oggi, quando saranno riaperti gli sportelli bancari, non tollereremo alcuna prevaricazione né offese né atti di violenza contro le lavoratrici e i lavoratori bancari nel caso in cui le banche fossero in ritardo nell’erogare credito”. Lo ha spiegato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. Ed ha annunciato che è stata istituita una task force per monitorare eventuali episodi di tensione che potrebbero verificarsi.

Sui tempi che le imprese dovranno attendere per ottenere la liquidità, la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone però non si sbilancia: “non so dare una risposta, perché dipende dal ministro competente”. Oggi, osserva la ministra, “per dare attuazione a certi tipi di norme servono delle tempiste che non possono essere ignorare ma di cui dovremmo fare frutto per semplificare nella fase successiva”.

La Bce intanto cerca di correre in soccorso delle banche, alle prese con vecchi, e a breve anche nuovi, crediti deteriorati. La Banca centrale, secondo quanto scrive il ‘Finacial Times”, avrebbe discusso con la Commissione Europea della creazione di una Bad Bank Ue in cui convogliare non solo gli Npl (i Non Performing Loans, i crediti deteriorati) ancora presenti nei bilanci degli istituti dalla crisi finanziaria del 2008 ma anche quelli che deriveranno nei prossimi mesi dalla drastica contrazione dell’economia legata al lockdown continentale, scelto da praticamente tutti i paesi come strategia di lotta contro il coronavirus.

A riportare in auge la proposta, avanzata, anche nel 2017, sarebbe stato il capo della vigilanza, Andrea Enria, che però al momento non avrebbe ottenuto il beneplacito della Commissione, riluttante ad abbandonare le regole sul Bail-in (il salvataggio interno di una banca tramite l’esclusivo e diretto coinvolgimento dei suoi azionisti, obbligazionisti, correntisti). La questione però, non è ancora definitivamente chiusa, almeno secondo il Financial Times .



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venerdì 28 febbraio 2020

Il decreto Intercettazioni è legge: la Camera approva con 246 «sì». Ecco cosa cambia

Il decreto sulle intercettazioni diventa legge. Quando mancano 48 ore al suo scadere, dalla Camera arriva il via libera con 246 voti favorevoli e 169 voti contrari. Lo scorso martedì, sul provvedimento, il governo aveva chiesto e incassato la fiducia – tra le polemiche – con 304 voti a favore, 226 contrari e un astenuto.

Le aspre critiche dall’opposizione sono sfociate in un momento di tregua in cambio dell’approvazione rapida del decreto sul coronavirus. La quadra è stata raggiunta anche con l’intervento del presidente della Camera Roberto Fico che ha suggerito il compromesso sui tempi in questa fase di emergenza per il Covid-19. La riforma delle intercettazioni sarà dunque operativa a partire dal prossimo promo maggio, così che le procure abbiano il tempo di adeguarsi dotandosi dei nuovi strumenti, come – per esempio – l’archivio digitale delle intercettazioni.

“La legge appena approvata potenzia le intercettazioni come strumento di indagine ma al contempo garantisce una difesa solida della privacy – commenta il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presente in Aula al momento dell’approvazione -. È stato trovato un buon punto d’equilibrio per cui ringrazio tutte le forze di maggioranza”.

Tra i ranghi dell’opposizione, resta fortemente ostile Forza Italia che definisce il provvedimento “liberticida”. La contrarietà riguarda soprattutto le norme sull’uso del trojan, il captatore informatico che si introduce negli smartphone e negli altri dispositivi mobili per catturare le conversazioni. Il decreto appena divenuto legge è andato a modificare la riforma Orlando del 2017, ed esclude anche l’incriminazione del giornalista che pubblica le intercettazioni.

Tra le principali novità della riforma, sarà il pubblico ministero – e non più la polizia giudiziaria – a individuare e valutare quali colloqui siano rilevanti o meno ai fini delle indagini. Il magistrato deve però fare attenzione a che nei verbali non compaiano espressioni che ledono la reputazione di singole persone o anche dati personali, “salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini”. Il pm depositerà le registrazioni entro 5 giorni a partire dai quali gli avvocati difensori potranno esaminarle insieme agli atti.

L’uso dei Trojan è consentito per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali e dagli incaricati di pubblico servizio, reati che saranno puniti con la reclusione oltre 5 anni. Via libera alle intercettazioni anche nei luoghi di privata dimora “previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l’utilizzo”, come già previsto dalla Spazzacorrotti per i pubblici ufficiali.

In caso di intercettazioni “indispensabili” e “rilevanti” per l’accertamento di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e di reati di particolare gravità (indicati all’articolo 266 del codice di procedura penale), le stesse intercettazioni possono essere usate in procedimenti diversi da quello per cui sono state disposte in origine. Requisito necessario resta quello della “indispensabilità”, anche per le intercettazioni fatte con il trojan.



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mercoledì 26 febbraio 2020

Intercettazioni: il governo ottiene la fiducia alla Camera

Sì della Camera alla fiducia al governo sul decreto legge intercettazioni. I voti a favore sono stati 304, 226 i contrari, un astenuto. Domani, in serata, è prevista la votazione finale e definitiva sul provvedimento.

La riforma entrerà in vigore dal primo marzo 2020 “per dare il tempo agli uffici e agli addetti ai lavori di adeguarsi”, ha detto nei giorni scorsi il Guardasigilli Alfonso Bonafede, che ha parlato di uno “strumento irrinunciabile per le indagini”, un sistema “moderno e digitale”, con “maggiori garanzie per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza delle indagini, la tutela della riservatezza e il diritto di difesa”.

Diverse le novità, il pm selezionerà le intercettazioni: non sarà più la polizia giudiziaria come prevedeva la riforma Orlando a valutare quali colloqui sono rilevanti per le indagini o meno, ma la scelta sarà fatta dal pm. Al pm toccherà anche vigilare perché nei verbali non siano riportate espressioni che ledono la reputazione di singole persone o dati personali (salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini). Come era prima della riforma del 2017, verbali e registrazioni saranno immediatamente trasmessi al pm, che li depositerà entro 5 giorni. I difensori potranno esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

Limitazione nell’uso di Trojan: sarà possibile utilizzare il captatore elettronico non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio e puniti con la reclusione sopra i 5 anni. E l’intercettazione potrà avvenire anche nei luoghi di privata dimora (come già previsto con la Spazzacorrotti per i pubblici ufficiali), “previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l’utilizzo”.

In caso di dissenso con il Pubblico Ministero la decisione sarà del giudice: il decreto infatti, disciplina in modo rigoroso l’uso del captatore elettronico. Nel nuovo testo sulle intercettazioni, poi, il giornalista che pubblica l’intercettazione non rischia più di essere incriminato per violazione di segreto d’ufficio e restano sostanzialmente le regole in vigore oggi.

Utilizzo in altri processi: i risultati delle intercettazioni possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti solo se sono «indispensabili» e «rilevanti» per l’accertamento dei reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall’articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito della ‘indispensabilità’ è chiesto anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione più ampia delle sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l’uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.



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lunedì 24 febbraio 2020

Epidemia coronavirus: a rischio l’economia: Stop a tasse, bollette e mutui

Il coronavirus oltre alla salute rischia di mettere in ginocchio anche l’economia italiana e così sono in arrivo da parte del governo anche gli aiuti per affrontare l’emergenza coronavirus, come se ci si trovasse di fronte ad una calamità naturale.

Sospensione quindi dei pagamenti di tasse e cartelle esattoriali ma anche delle bollette elettriche. Accesso più facile al Fondo di garanzia delle Pmi. E un accordo con l’Abi per mettere in stand by anche le rate dei mutui. La sospensione dei pagamenti dovrebbe riguardare sia i tributi erariali che quelli locali, oltre al versamento dei contributi previdenziali.

Il governo convoca al ministero del Lavoro sindacati e aziende, per coordinare gli interventi a tutela dei lavoratori e nelle prossime ore sarà predisposto un nuovo decreto legge, e “in tempi molto rapidi”.

Il Mef punta a inserire nel decreto anche facilitazioni per l’accesso delle imprese coinvolte dall’emergenza Coronavirus al Fondo di garanzia per le Pmi. Inoltre, si stanno valutando anche di altri interventi, come contributi per la ripresa delle attività una volta accertati i danni. In più, come fa sapere anche l’Abi, sono in corso in queste ore contatti con l’associazione delle banche per siglare un accordo che consenta anche la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui bancari.

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha chiamato al ministero sindacati, imprese, artigiani, e ha annunciato l’estensione degli ammortizzatori sociali, compresa la cassa integrazione in deroga per le imprese sotto i 6 dipendenti, per proteggere i lavoratori delle aree dei focolai, non solo i residenti ma anche quelli che, pur abitando fuori dalle “zone rosse” resteranno a casa per le aziende chiuse. La velocità della convocazione ha incontrato il favore delle parti sociali, che aspettano però, come ha sottolineato il leader della Cgil Maurizio Landini, misure che tutelino non solo i dipendenti ma anche “autonomi e partite Iva”.

Smart working straordinario per dipendenti pubblici: il ministro alla Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha preannunciato che si sta lavorando per ampliare il lavoro agile. Ma servirà un confronto pure sui lavoratori pubblici, dicono anche Cisl e Uil, che chiedono di proporre a Bruxelles di scomputare queste spese eccezionali per gli ammortizzatori dal fiscal compact.

La Commissione Ue stanzia 230 mln di euro: per aiutare la lotta globale contro la diffusione del coronavirus, che andranno a supportare misure di preparazione dei Paesi, anche extra Ue, finanziare la ricerca e permettere l’acquisto di materiale per favorire la prevenzione. Lo hanno annunciato i commissari europei alla salute e alla gestione delle crisi, Stella Kyriakides e Janez Lenarcic.



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sabato 28 dicembre 2019

Conte, conferenza di fine anno: due ministri al posto del dimissionario Fioramonti

In una lunghissima conferenza stampa di fine anno, a Villa Madama, il premier Giuseppe Conte torna ad elogiare l’operato del governo e rivendica i risultati ottenuti: “Sono orgoglioso del mio governo e di quanto abbiamo fatto finora, percorrendo una corsa ad ostacoli, primo fra tutti la messa in sicurezza dei conti pubblici e il reperimento dei 23 miliardi per disinnescare l’Iva”, ha aggiunto il presidente del Consiglio che esclude un ‘Conte ter’.

“Gennaio sarà l’occasione per fermarsi a riflettere e confrontarsi per cercare di rilanciare l’azione di governo. Già scegliere l’ordine temporale delle misure da adottare sarà una scelta politica, nell’interesse dei cittadini e del Paese, ha detto ancora il premier Conte durante la conferenza stampa di fine anno, sottolineando che “abbiamo già presenti alcune priorità” tra cui “vogliamo snellire la macchina burocratica”.

Tra gli annunci più attesi quello della nascita del ministero dell’Università e della Ricerca separato da quello dell’Istruzione: “Ringrazio il ministro Fioramonti. Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto dell’Università. Non è vero che non abbiamo compiuto passi avanti, penso all’Agenzia nazionale delle ricerche. Ora fare qualche sforzo in più, penso a aumentare i fondi sul diritto allo studio. Sono convinto che la cosa migliore per potenziare il settore sia separare la scuola dall’università. Ho pensato, avendo conosciuto già l’operato della sottosegretaria Azzolina, di nominarla ministra della Scuola” mentre Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca. Lucia Azzolina, dirigente scolastico, è attualmente sottosegretario alla Scuola in quota M5S. Gaetano Manfredi è rettore dell’Università Federico II di Napoli.

Snellire la macchina burocratica è invece il primo punto del nuovo cronoprogramma del governo: “Non è un’operazione facile – ha detto durante la conferenza stampa di fine anno – e serve un orizzonte temporale ampio. Scontenterà molti”. Per la pubblica amministrazione, ha aggiunto il premier, “pensiamo anche a nuove assunzioni” soprattutto nelle competenze “digitali”.

Di pari passo va attuata la riforma e la digitalizzazione della Pa: “Se riusciremo a digitalizzare e innovare la Pubblica amministrazione offriremo ai cittadini e alle imprese migliori servizi”, “lo Stato non sarà per le imprese un limite e una costrizione” ed e’ “una riforma a piccolo impatto economico ma con grandi risultati”, ha detto il presidente del Consiglio.

Orgoglioso del reddito di cittadinanza: “misura che rivendico e mi batterò con tutte le mie forze per conservarla”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte. “Dobbiamo migliorarla in fase applicativa: è molto efficace per contrastare la ‘povertà assoluta’, in 8 mesi abbiamo -60% della povertà. Dobbiamo migliorare la prospettiva occupazionale”, ha aggiunto.

Poi sottolinea l’esigenza di ridurre la pressione fiscale: “Abbiamo da rilanciare il sistema fiscale, semplificare e rimodulare e ridurre le aliquote, per abbassare la pressione fiscale, ha aggiunto il premier Conte. Qualsiasi premier ha preannunciato lo stesso obiettivo, io dico che se vogliamo evitare la bancarotta e una procedura di infrazione (europea, ndr) che ci farebbe molto male, dobbiamo lavorare in maniera molto seria”.

Ma sottolinea Conte, l’evasione fiscale è un furto e va combattuta per abbassare le tasse ed evitare “la bancarotta”, ha aggiunto Conte. “Se non vogliamo mandare il Paese in bancarotta, esporre il Paese a una procedura di infrazione che ci farebbe molto male – ha spiegato – dobbiamo lavorare in modo serio e credibile, l’unica strada sera e credibile che posso offrire è contrastare l’evasione fiscale.

Al Sud il 34% della spesa pubblica: “Il sistema infrastrutturale va modernizzato, serve manutenzione ordinaria e straordinaria per salvaguardare il territorio, per rilanciare il Sud. Una componente essenziale del piano per il Sud è incrementare e rafforzare le strutture anche viarie”. “Vogliamo colmare il divario nord-sud, non pensiamo che con il nostro governo riusciremo a porre fine alla questione meridionale ma senza il Sud il nostro Pil non ripartirà mai”. Per questo d’ora in poi “il 34% della spesa pubblica dovrà essere destinato preventivamente al Sud”.

Rimodulazione Irpef a favore della classe media: “Vogliamo semplificare gli scaglioni Irpef e abbassare la pressione a beneficio della classe media. Avendo creato una no tax area il rischio è che la pressione fiscale pesi di più sulla classe media”. “Sulla flat tax, riteniamo che una articolazione ci debba essere e che debba essere rispettato il principio della progressività dell’imposizione fiscale”.

Occupazione per i giovani: “A ottobre siamo al 27,8 di disoccupazione giovanile. E’ un piccolo segnale, dobbiamo fare di più. Dobbiamo lavorare per incentivare il lavoro al Sud perché è lì che i giovani soffrono in modo particolare e nel piano infrastrutturale ci saranno misure che favoriscono l’imprenditoria giovanile”. “Andare a lavorare all’estero è un fatto positivo, ma il fatto di dover rimanere all’estero per i nostri giovani è una iattura”.

Le elezioni regionali del 2020, a partire dall’Emilia Romagna, “non saranno un referendum sul governo”. “Dobbiamo dare la giusta importanza ad appuntamenti elettorali sul territorio, ne ricaveremo dei dati politici che potranno avere anche un riverbero sul piano nazionale, ma sono sempre circoscritte”.

Sul fronte dei processi, solo due gradi giudizio per la giustizia tributaria: “Dovremmo lavorare per velocizzare i processi: questo sarà un pilastro del nostro disegno riformatore. Siamo molto ambiziosi, dobbiamo mettere mano alla giustizia tributaria. Il mio obiettivo e’ quello di ridurre un grado di giudizio, per la giustizia tributaria devono essere sufficienti solo due gradi”.

Infrastrutture: serve una manutenzione più efficace. “Bisogna lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorare e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo osservato fino qua non ci piace. Serve una manutenzione piu’ efficace, ordinaria e straordinaria”.

Poi immancabile l’attacco a Salvini: “La Lega è una forza politica pienamente legittimata a partecipare al gioco democratico. Quel che più mi ha meravigliato però è il modo in cui Salvini interpreta la sua leadership, che ritengo insidiosa, perché si ritiene sciolta da vincoli e chiede pieni poteri. In questo modo produce slabbrature istituzionali e veri e propri strappi”., dice Conte.

Conte torna anche sulla questione degli sbarchi: “Il tema dell’immigrazione è sparito un po’ dai radar. La propaganda può tenere accese le luci dei riflettori su un tema in modo strategico, ma stiamo ottenendo risultati per certi versi anche migliori rispetto al precedente esecutivo: senza clamori, senza che si parli di porti chiusi e porti aperti. L’Italia chiuderà il 2019 con meno di 12 mila sbarchi. Il 2018 è stato chiuso con circa il doppio”, dice il premier.

Ma il leader leghista replica stretto giro alle parole del premier: “Conte annuncia modifiche ai decreti sicurezza, racconta balle vergognose sull’immigrazione e cambia versione sulla Gregoretti. Nel 2019 siamo a 11.439 arrivi, di cui 6.304 da settembre a oggi “grazie” al governo delle poltrone e dei porti aperti. Sulla Gregoretti ammette che Palazzo Chigi aveva avuto un ruolo per ricollocare gli immigrati. Così conferma anche che le trattative con gli altri paesi c’erano sempre state: altro che novità degli ultimi mesi. Se Conte non sopportava la Lega e il sottoscritto, poteva dirlo subito anziché aspettare che gli togliessimo la fiducia. Evidentemente è troppo innamorato dalle poltrone. E infatti dopo aver perso un ministro ne annuncia due nuovi. Con Conte più sbarchi, più tasse, più poltrone e più balle”, dice il leader leghista.



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sabato 21 dicembre 2019

Il Consiglio dei ministri approva il decreto Milleproroghe con la formula “salvo intese”

Dopo una riunione durata più di 5 ore, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto milleproroghe con la formula “salvo intese”. Il Cdm ha detto si anche al decreto sulle intercettazioni che dovrebbe servire, secondo l’intesa raggiunta al vertice di maggioranza di giovedì scorso, a correggere la riforma Orlando e a farne slittare al 2 marzo l’entrata in vigore.

L’ultima bozza del provvedimento. Dalle norme sui pedaggi e le concessioni autostradali alla proroga del mercato tutelato dell’energia, dal rinvio a ottobre delle misure sulla class action alla proroga dello Stato di emergenza per Genova, dalla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione fino al pacchetto innovazione con i dettagli della piattaforma per le notifiche delle multe e le novità sull’identità digitale. Sono alcune delle norme contenute nel decreto Milleproroghe.

Il provvedimento, sempre più omnibus (l’ultima bozza è di 38 articoli), di fatto ripesca alcune delle misure stralciate dalla manovra economica. Slittano i rincari dei pedaggi; quindi, niente rincari di inizio anno al casello. Il termine per l’adeguamento delle tariffe autostradali per il 2020 è infatti differito fino alla definizione dell’aggiornamento dei piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di regolazione dei trasporti. I concessionari devono presentare le proposte di aggiornamento dei piani economici-finanziari entro il 30 marzo 2020 e l’aggiornamento deve essere perfezionato entro e non oltre il 30 giugno 2020.

Gestione ad Anas se revoca concessioni autostrade. Ad Anas potrà essere affidata la gestione provvisoria in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, in attesa dello svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento a un nuovo concessionario. Anas potrà inoltre svolgere le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di investimento finalizzate alla loro riqualificazione o adeguamento. Al concessionario, a meno che lo stop alla concessione sia per inadempimento, sono dovute le penali, il valore delle opere realizzate e i costi sostenuti per la revoca della concessione.

Nel caso di inadempimento il risarcimento dei danni a cui questo sarà tenuto saràdecurtato dal valore delle opere realizzate che lo Stato dovrà rimborsare. Infine, slitta dal 1 luglio 2020 al 1 gennaio 2022 la fine del mercato tutelato dell’energia (luce e gas). Prorogato per tutto il 2020 il bonus verde che prevede una detrazione Irpef del 36% sulle spese fino a 5milaeuro sostenute negli interventi di sistemazione di giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali.



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martedì 10 dicembre 2019

Manifestazione nazionale Cgil-Cisl-Uil a Roma

E’ in corso a Roma in piazza Santi Apostoli la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, la prima delle tre iniziative indette unitariamente che apre la cosiddetta “settimana di mobilitazione per il lavoro“. IL leader Cgil Maurizio Landini lancia un appello: “I lavoratori sono tornati a protestare e chiedono di rimettere al centro le persone, garantendo i diritti, combattendo la precarietà, facendo ripartire gli investimenti. I sindacati chiedono una vera politica industriale. È un messaggio rivolto al governo e alle imprese – ha sottolineato Landini – ed è il momento dei fatti, basta parole. O si lavora tutti insieme o non si va da nessuna parte. Bisogna ricostruire la fiducia del Paese e dare voce ai giovani”.

Tante sono le vertenze aperte: dall’ex Ilva ad Almaviva per passare ad Alitalia e Mercatone/Conad. La manifestazione-assemblea è incentrata sui temi della crescita, delle crisi aziendali, dello sblocco di cantieri e infrastrutture e dello sviluppo del Mezzogiorno. Previsti gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: oltre a Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, ma anche di sei delegati aziendali a portare la propria voce sulle vertenze aperte (Almaviva, Alitalia, Mercatone/Conad, Ilva, indotto Ilva, settore edile).

Alla manifestazione confluisce anche la protesta dei lavoratori metalmeccanici dell’ex Ilva, in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal e nell’indotto. Contestano il nuovo piano industriale della multinazionale, che ha chiesto ulteriori 4.700 esuberi entro il 2023 e il mancato rientro al lavoro dei 1.600 lavoratori attualmente in capo all’Ilva in As. A Taranto l’Usb ha promosso inoltre un presidio alle portinerie e a seguire un sit-in davanti alla direzione, a cui hanno aderito anche rappresentanti di associazioni ambientaliste che invocano la chiusura della fabbrica, la bonifica con reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio. Partiti da Taranto ieri sera con una ventina di bus, oltre 1.000 lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto hanno raggiunto Roma insieme ai delegati di Fim, Fiom e Uilm, per la manifestazione nazionale #futuroallavoro organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

Le altre due iniziative sindacali sono in programma giovedì 12 dicembre, sempre in piazza Santi Apostoli, con al centro il tema del rinnovo dei contratti pubblici e privati e delle assunzioni nella Pubblica amministrazione. L’ultima martedì 17 dicembre sulla rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza.



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