Italia Viva ha presentato due emendamenti al decreto fiscale per ripristinare lo scudo penale, misura che potrebbe permettere ai vertici dell'ArcelorMittal di proseguire il loro piano industriale per l'Ilva. I due "scudi" sono, nel dettaglio, uno generale che vale per tutte le aziende e uno specifico per l'Ilva, che copre la società dal 3 novembre (data di decadenza del precedente scudo penale) fino alla fine del risanamento.
Intanto è slittato al 12 novembre il deposito in Tribunale a Milano dell'atto con cui ArcelorMittal chiede di recedere dal contratto di affitto dell'ex Ilva e che era già stato notificato ai commissari straordinari martedì scorso alle 4 di mattina. I commissari straordinari potrebbero invece presentare ricorso in settimana, sempre in tribunale a Milano, perché ritengono che la misura della mancanza di immunità che riguarda l'ex Ilva non sia una condizione che consente il recesso del contratto da parte di ArcelorMittal (COS'È LO SCUDO PENALE - LE TAPPE DEL CASO ILVA).
Il ricorso dei commissari straordinari
Un altro dei punti del ricorso con urgenza e cautelare, ex articolo 700, che verrà presentato nei prossimi giorni, in Tribunale a Milano, dai legali dei commissari straordinari riguarda Afo2, l'altoforno che, al contrario di quanto sostiene la multinazionale nel suo atto di recesso, non è spento.
Il caso Ilva
Nei giorni scorsi Arcelor Mittal ha fatto sapere di voler lasciare l'Ilva citando tra le motivazioni della decisione, l'eliminazione dello scudo penale, misura che concederebbe l'immunità penale ai vertici della multinazionale anglo-indiana dell'acciaio. Il deposito dell'atto di recesso era previsto per l'11 novembre ma è slittato di un giorno. Il procedimento, una volta presentato l'atto, dovrà essere iscritto a ruolo dalla cancelleria centrale che poi trasmetterà la causa al presidente del tribunale il quale la assegnerà alla Sezione specializzata imprese.
Lo scudo penale
La norma che introduceva lo scudo penale era stata introdotta nel 2015 dopo che l'Ilva era entrata in amministrazione straordinaria. La misura voleva di fatto assicurare una protezione legale sia ai gestori dell'azienda, cioé i commissari, sia ai futuri acquirenti, relativamente all'attuazione del piano ambientale della fabbrica, evitando che entrambi restassero coinvolti in casi giudiziari derivanti dal passato. Nella primavera del 2019 il M5s aveva dichiarato che questa norma era invece illegittima e andava abrogata perché si sarebbe trattato di un privilegio concesso ad ArcelorMittal e nei mesi successivi, con il decreto legge Crescita, è stato quindi deciso uno stop all’immunità.
da Sky News TG24 - TG24 politica
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