Continua a trascinarsi nelle aule dei Tribunali amministrativi l'annosa questione circa la difficoltà di distinguere il consumo sul posto negli esercizi di vicinato dalla tradizionale attività di somministrazione di alimenti e bevande propria dei pubblici esercizi come bar e ristoranti, anch'essa peraltro definita "vendita per il consumo sul posto" fin dai tempi della vecchia L. nazionale n. 287/1991. Con la sentenza n. 1116 del 27 gennaio 2020, il T.A.R. del Lazio tenta di argomentare con nuovi elementi la propria posizione diametralmente opposta a quella assunta dal Consiglio di Stato.
da Portale Pubblica Amministrazione http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10QT0000230266,__m=document
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